7 settembre 2014 ore: 17:37
Società

L'oratorio, "crocevia di soggetti alleati nell'interesse dei minori"

Concluso ad Assisi il secondo Happening degli Oratori. Don Michele Falabretti (Servizio di Pastorale Giovanile Cei): "E’ necessario investire su questi strumenti". Mons. Giulietti: "L’oratorio non è autosufficiente ,ma deve rappresentare il collante con le altre realtà"
Incontro nazionale degli oratori

ASSISI - Concluso oggi con successo il secondo Happening degli oratori ad Assisi. Nella giornata finale, gli animatori hanno ricevuto la graditissima visita di S. E. Mons. Paolo Giulietti, neo-vescovo ausiliare di Perugia, che ha approfondito la tematica “LabOratori di Comunità” anche rispondendo ad alcune sollecitazioni provenienti dall’assemblea tramite i social.
“L’educazione di un ragazzo  si realizza pienamente solo quando c’è una comunità cristiana che se ne fa carico. L’oratorio non è autosufficiente – ha sottolineato mons. Giuletti – ma deve rappresentare il collante con le altre realtà parrocchiali, con le istituzioni del territorio a favore dei più giovani e attraverso il loro linguaggio”. Commentando il positivo momento per gli oratori in Italia inclusa la promettente situazione dell’Umbria, mons. Giulietti ha sollecitato i partecipanti all’Happening a operare perché “l’oratorio diventi crocevia di soggetti alleati come la famiglia, la scuola, i servizi sociali, il mondo dello sport per il bene prezioso delle nuove generazioni all’interno di un dialogo fecondo”. 

Le conclusioni  finali dell’evento, che ha mostrato se mai ce ne fosse bisogno la vitalità della realtà oratoriana, un vero e proprio “Made in Italy” che orgogliosamente la Chiesa italiana sostiene, sono state tirate da don Michele Falabretti, responsabile del Servizio di Pastorale Giovanile della CEI. Nel suo intervento Falabretti ha testimoniato come moltissimi vescovi italiani desiderino l’oratorio nelle loro Diocesi. “Tutta l’Italia sogna l’oratorio per accompagnare i piccoli nella loro crescita. E’  necessario, però, investire su questo strumento, il più forte ed efficace per la pastorale giovanile”. Tornando sul tema della comunità, filo guida dell’evento, don Michele ha sottolineato l’importanza di imparare a costruirla, avviando relazioni e custodendo anche le diversità del fare oratorio nelle varie realtà,  vera ricchezza di questa esperienza.

Alla Basilica di  S. Maria degli Angeli, Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto e Norcia e responsabile della Pastorale Giovanile e degli Oratori per la Conferenza Episcopale Umbra, ha presieduto la celebrazione finale esortando i giovani  dell’H2O ad  "essere quello che dovete essere: così metterete il fuoco in tutto il mondo, parafrasando l’espressione di San Giovanni Paolo II alla veglia di Tor Vergata del 2000. “Tutta la comunità cristiana ha bisogno di giovani appassionati. Se saprete guardare con forza al futuro, metterete a fuoco tutto il mondo”.  

 

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