28 agosto 2014 ore: 11:12
Salute

L'orchestra di ex alcolisti: di nuovo sul palco per sconfiggere la dipendenza

E' Addicts' Symphony, documentario in onda sulla tv inglese, che mette insieme dieci musicisti professionisti, con un passato segnato da diverse forme di dipendenza, per un percorso artistico e terapeutico. Obiettivo finale: superare vecchie paure esibendosi insieme alla London symphony orchestra
Orchestra di ex alcolisti

ROMA - Dieci musicisti professionisti, con un passato segnato da diverse forme di dipendenza,  insieme per suonare di nuovo in una vera orchestra. E' Addicts' Symphony, documentario in onda sul canale 4 della tv inglese, che segue la vita e la preparazione dei musicisti in vista del concerto finale con la London symphony orchestra. L'idea è del compositore e musicista James McConnell, ex alcolista e padre di un ragazzo eroinomane scomparso nel 2011 a soli 18 anni, che ha voluto in questo modo sensibilizzare il grande pubblico sul problema della dipendenza da alcol e droga, presente anche nel mondo della musica classica.

 "Addicts' Symphony è uno dei rari programmi non solo di intrattenimento e informazione - spiega McConnel - perchè in grado di produrre anche qualcosa di buono, e a lungo termine. E' sicuramente un'esperienza affascinante per tutti i partecipanti e per alcuni di loro si tratta di un vero e proprio cambiamento di vita. Per me - continua il compositore - guidare e assistere un gruppo di persone talmente coraggiose da incanalare le proprie dipendenze e paure attraverso la musica è stato un momento di grande inspirazione".

Il documentario, oltre a seguire il percorso di preparazione artistica, ripercorre la storia dei musicisti che compongono la singolare orchestra. Come quella di Juliet Addison, violinista, che a soli 14 anni ha iniziato a bere prima di ogni concerto per stemperare la tensione. "Mi faceva smettere di tremare - racconta al quotidiano The Daily Mail - ed è stato tutto molto semplice. Qualcuno mi ha detto 'fatti un brandy, ti aiuta a distendere i nervi' e così feci. Ho scoperto in questo modo quello che credevo essere il segreto per non deludere le aspettative di insegnanti, genitori e amici che venivano ad ascoltarmi".

Bryony Fry ha 26 anni ed è un flautista. "Ho assunto di tutto - racconta al giornale inglese - dalla cocaina, all'eroina, all'estasi. Perchè? Mi aiutava ad essere più calmo e non pensavo che potesse influenzare anche le mie esibizioni artistiche. Ma così è stato. Sono arrivato al punto di buttare al vento tutta la mia carriera. Forse l'ho già fatto ma spero che non sia così. Non posso immaginare la mia vita senza musica".

Una sorta di musico-terapia di gruppo, quella pensata da McConnel, che cerca di arginare i demoni creati proprio da quella paura dell'esibizione in pubblico che per molti è stato l'inizio della dipendenza. Secondo la violoncellista Rachel Lander, che ha iniziato a bere dopo alcuni episodi di attacchi di panico, i problemi di dipendenza sono molto diffusi tra gli orchestrali. "E' una questione di stile di vita, di lavoro nei week-end, di socializzazione alla fine dei concerti - racconta - . Molti musicisti fanno uso di alcol o di farmaci betabloccanti per controllare l'ansia. Così, dopo una grande performance, non riescono a rilassarsi e ricominciano a bere".

Per i musicisti, partecipare al programma televisivo significa non solo recuperare un buon rapporto con la musica ma anche affrontare le proprie paure attraverso un percorso di counselling collettivo. Paul Rismann, direttore dell'orchestra, insieme a Belinda McFarlane e Mattew Gibson, componenti  della London symphony orchestra, stanno lavorando in maniera intensa insieme a tutto il gruppo per provare e comporre un nuovo brano musicale che sarà presentato a conclusione della trasmissione televisiva. "Sono arrivata a odiare il mio violino - racconta ancora Juliet - . Quando tutto è precipitato ho maledetto la musica per aver rovinato la mia vita. Ma ora ho capito che non la musica, che in realtà amo, non c'entrava in tutto questo. Piuttosto era la mia incapacità di vedere altre strade possibili da percorrere". (Federica Onori)

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