29 dicembre 2013 ore: 11:40
Società

La biblioteca è nel cortile. Arrivano le Little free library

Poco più grandi di una cassetta postale, sono un’evoluzione del bookcrossing. I libri si possono prendere liberamente, basta lasciarne un altro per condividerlo. Ora si stanno diffondendo in tutto il mondo
Little free library 1

ROMA – “Biblioteche” poco più grandi di una cassetta postale dove i volumi si possono prendere liberamente ad una sola condizione: portare un altro libro per condividerlo. Sono le Little free library: una piccola “rivoluzione” culturale che si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo. In Italia se ne contano già una ventina sparse tra Trento, Milano, Modena, Roma e Lecce. Ed ogni giorno se ne aggiungono di nuove. Ne parla un articolo pubblicato da Labsus, il Laboratorio per la sussidiarietà.

 

L’idea è venuta a Todd Bol, americano di Hudson, nel Wisconsin, che nel 2009 costruì la prima mini biblioteca in ricordo di sua madre, insegnante con la passione per la lettura, e la pose nel suo cortile. Questa iniziativa ebbe subito successo e ne furono costruite altre, tutte con la scritta “free books”. A supporto è stata fondata un’associazione dove si possono ordinare e registrare le piccole librerie: viene assegnato loro un numero identificativo, una targhetta con il motto “Take a book, leave a book” (ovvero “Prendi un libro, lascia un libro”) e indicata la posizione sulla mappa attraverso le coordinate Gps. Ma le free library si possono anche costruire facilmente, dando sfogo alla propria fantasia. Esiste infatti un’unica regola fondamentale da seguire: che siano resistenti all’acqua.

 

Lo scopo di una biblioteca “diffusa e alla portata di tutti” non è solo quello di promuovere la lettura e l’alfabetizzazione, ma anche di rafforzare lo spirito di comunità. Le mini biblioteche, infatti, riuniscono le persone e promuovono al contempo l’amore per la lettura, attraverso il bookcrossing: lo scambio gratuito di libri. “L’idea vincente – si legge nell’articolo - sta nell’avvicinare abitanti e passanti attorno ad un centro di aggregazione, rendendo così più vivibili e frequentate le comunità”. Non a caso, “le free library vengono installate vicino a piste ciclabili o in spazi di verde comune, alle fermate degli autobus, fuori da caffetterie o nei cortili di abitazioni private”. “Grazie alla condivisione di libri, - continua l’articolo - si creano momenti di socialità, ed il senso di legame non può che risultarne rafforzato”.

Le Little Free Library stanno diventando un fenomeno mondiale. Attualmente quelle registrate sono più di cinquemila. E’ nato anche un progetto non profit per costruire librerie nei villaggi di Africa, America Latina e Asia. “Il libero accesso ai libri, la cultura diffusa, e la partecipazione attiva sembrano essere una ricetta perfetta, che non conosce crisi né limiti geografici – conclude l’articolo”.

 

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