23 settembre 2013 ore: 11:44
Economia

La città dove frutta e verdura sono di tutti

Contano di raggiungere l’autosufficienza alimentare nel 2018, coltivando ogni angolo disponibile della città. Todmorten, cittadina inglese, è un unico orto urbano condiviso a disposizione dei cittadini, che la curano con amore
Incredibile Edile Todmorden - Coltivazioni nel cimitero cittadino

boxROMA - Raggiungere l’autosufficienza alimentare entro il 2018, non vedere più camion che vanno avanti e indietro dalla città. A Todmorden sono sulla buona strada per farlo. Nella graziosa cittadina inglese nel West Yorkshire, quasi 15 mila abitanti, tutti coltivano tutto: un enorme progetto di orto urbano condiviso che ha completamente trasformato l’estetica del paese e la vita dei suoi abitanti. Ortaggi davanti alla stazione di polizia e alla stazione dei treni, profumo di erbe aromatiche nei parcheggi dei supermercati, rampicanti vicino ai lampioni, nelle scuole e, ovviamente, in tutto il verde pubblico cittadino.

Ognuno può raccogliere ciò di cui ha bisogno, tutti contribuiscono a far crescere rigogliosa tutta la città, trasformata in un giardino dell’eden curato e fruttifero in ogni suo angolo. Sono coinvolti i privati cittadini, le scuole, aziende e negozi, con corsi accessori di giardinaggio, panificazione, educazione alimentare, lezioni sulla sostenibilità e sull’acqua pubblica. Incontri e cura dell’orto tutti i giorni, con appuntamenti segnalati sul sito del progetto “Incredibile Edile Todmorden”, ricchissimo di sezioni, spiegazioni, mappe delle coltivazioni in città  e dei progetti gemelli nati in tutto il mondo.

Partito nel 2008 quando Pam Warhurst – fondatrice del progetto e ora portavoce in conferenze per tutto il mondo - invitò dei passanti a raccogliere dal suo orto qualche verdura, ciò che sembrava semplicemente un atto di gentilezza e gratuità si è trasformato in un modo di gestire lo sviluppo del paese, di creare una comunità. Con lo stesso principio è nata la rete di distribuzione delle uova, dei prodotti locali, direttamente dalle fattorie.

“Siamo persone appassionate che lavorano insieme per un mondo in cui tutti condividono la responsabilità del benessere futuro nostro e del nostro pianeta – spiegano sul sito -. Cerchiamo di provvedere all’accesso di buon cibo locale per tutti, lavorando insieme, imparando dal campo alla classe alla cucina, supportando le imprese locali”. Molti altri comuni inglesi hanno seguito l’esempio, trovando anche la disponibilità degli enti pubblici a organizzare sempre meglio queste città dell’utopia, e la mappa su Google indica diramazioni in ogni parte del mondo, dalla Francia e la Germania fino in Australia, America, Africa. Anche una piccola rappresentanza italiana, “Incredibili commestibili”, a Bonifacio (VR). (Elena Filicori)

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