27 novembre 2014 ore: 11:42
Economia

La contromanovra di Sbilanciamoci: cultura, case e reddito minimo per una spesa pubblica di qualità

Le proposte della società civile per far ripartire l’economia: un piano di investimenti pubblici, la stabilizzazione dei precari, l’aumento del Fondo sulle politiche sociali e un impegno sulle politiche per la casa
Controfinanziaria di Sbilanciamoci, striscione

ROMA - Un piano di investimenti pubblici, l’assunzione del personale precario, maggiore sostegno alla cultura e un impegno concreto sui diritti civili e l’economia solidale. Sono le proposte per una spesa pubblica di qualità contenute nella contromanovra 2015 di Sbilanciamoci, presentata oggi a Roma. Il documento sottolinea come sia innanzitutto necessario “lavorare e produrre per il benessere”. Nella manovra 4 miliardi sono dunque destinati a un Piano di investimenti pubblici per creare occupazione nel settore dei trasporti ferroviari locali, stabilizzare il personale paramedico precario, assumere figure professionali stabili per combattere gli abbandoni scolastici e mettere in sicurezza il nostro territorio. 900 milioni sono invece destinati a finanziare la ricerca di base e applicata con l’istituzione di un Fondo venture capital “Industrial Compact 2020: industrializzazione della R&S”. Si propone inoltre di attribuire le risorse messe a bilancio per il credito di imposta a favore delle imprese che investono in ricerca ai bilanci degli enti di ricerca pubblici nazionali (costo zero). “Una politica a garanzia dei diritti dei lavoratori, nel contesto di una scarsità della domanda di lavoro, potrebbe inoltre prevedere una piccola riduzione dell’orario di lavoro – si legge nel rapporto - la stabilizzazione dei lavoratori precari della pubblica amministrazione e misure finalizzate ad aumentare il costo del lavoro atipico”.

Rapporto Sbilanciamoci 2015

Tra le misure proposte quella di sperimentare una misura di reddito minimo garantito. Secondo Sbilanciamoci con 4 miliardi sarebbe possibile garantire 500 euro al mese individuali a circa 764 mila persone che si trovano in condizioni di povertà assoluta, ovvero con una capacità di spesa mensile inferiore a un paniere di beni di “sussistenza” e che sono in cerca di occupazione.  “Siamo consapevoli che il finanziamento di un vero e proprio reddito di cittadinanza richiederebbe la rivisitazione dell’intero sistema delle politiche del lavoro, sociali e fiscali e un investimento ingente, improbabile nell’attuale contesto economico e politico – spiegano - ma riteniamo fondamentale l'inizio di una sperimentazione di questo tipo, mancante in Europa, soltanto in Italia e  Grecia”.

Parte del documento è riservato anche a cultura, scuola e università  “duramente colpite dalla miopia dei tagli lineari degli ultimi anni”. Per rafforzare le politiche culturali Sbilanciamoci! propone la costituzione di un fondo rotativo per la ristrutturazione degli spazi di proprietà pubblica da destinare allo svolgimento di attività culturali (20 milioni), misure di sostegno all’accesso alla cultura per studentesse e studenti (20 milioni), l’introduzione di un credito di imposta per le produzioni musicali di artisti emergenti (10 milioni), un’integrazione del Fondo Unico per lo Spettacolo (95 milioni) e del Fondo per le associazioni di promozione cinematografica (300mila euro). Per migliorare il sistema di istruzione pubblico si propone di varare una piano ventennale per l’edilizia scolastica (1 miliardo per il 2015), di finanziare la legge 440/97 (300 milioni) e garantire il diritto allo studio (300 milioni), di promuovere progetti che favoriscano l’alternanza scuola-lavoro (200 milioni), di costituire un fondo per l’innalzamento dell’obbligo scolastico e per l’integrazione (200 milioni), di finanziare la promozione di progetti studenteschi (10 milioni) e la formazione di docenti curricolari per l’inclusione degli alunni con disabilità (20 milioni). 800 milioni sono destinati a incrementare il Fondo di finanziamento ordinario dell’università e 400 milioni a garantire la copertura totale delle borse di studio.

Un capitolo è poi dedicato alla questione abitativa, perché come spiegano gli autori della contromanovra “nella legge di stabilità non ci sono risorse per la politica sociale sulla casa. Ma sono circa 700.000 le domande di alloggi popolari non soddisfatte e 70.000 le sentenze di sfratto ogni anno, aumentate a seguito degli effetti della crisi. 30 mila sono gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non assegnati perché bisognosi di ristrutturazione”. Si propone, dunque, di investire di più nel recupero di immobili di proprietà pubblica per uso abitativo (1 miliardo) e nel sostegno sociale all'affitto (300 milioni) e di integrare il Fondo per la morosità incolpevole (300 milioni).

Nella manovra si propone inoltre di spendere di più e meglio per proteggere le persone. “I diritti sociali non sono un lusso né una merce – spiegano -. Per contrastare le scelte di privatizzazione in corso da tempo, Sbilanciamoci! propone di integrare il Fondo Nazionale Politiche Sociali (1,164 miliardi) per riportarlo ai livelli del 2008, impiegare le risorse stanziate per il bonus bebè per ridurre le rette degli asili nido pubblici (costo zero), integrare il Fondo per la non autosufficienza (350 milioni) e quello per l’infanzia (15,2 milioni), varare misure per l’invecchiamento attivo (1 milione) e per l’inclusione attiva delle persone con disabilità (50 milioni). L’inserimento sociale dei detenuti potrebbe avvenire a costo zero”. La sanità pubblica va difesa – aggiungono - per ridurre i ticket sanitari e rafforzare la medicina territoriale servirebbe 1 miliardo recuperabile rivedendo le convenzioni con le strutture sanitarie private.  Inoltre vanno promosse le politiche di genere con provvedimenti come l’assegno di maternità universale (900 milioni), incentivi nei settori della formazione tecnico-scientifica delle donne (275,1 milioni) e, visto il pericoloso aumento della violenza sulle donne, un finanziamento per nuovi centri antiviolenza (50 milioni).  C’è poi un capitolo dedicato all’ inclusione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri (60,9 milioni), l’abolizione della tassa di soggiorno (26 milioni), il rafforzamento del sistema nazionale di lotta contro le discriminazioni e il razzismo (30 milioni) e il varo di un piano nazionale di smantellamento dei “campi nomadi” potrebbero arginare, se accompagnati da un rafforzamento delle politiche di welfare generali, l’ondata di razzismo che sta travolgendo di nuovo il nostro paese.

Per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente “servirebbero investimenti per 2 miliardi di euro per i prossimi 20 anni – spiega la manovra - Recuperando le risorse dal taglio delle grandi opere e dalla tassazione delle attività che danneggiano l’ambiente, Sbilanciamoci! chiede che nella Legge di Stabilità 2015 siano stanziati a questo scopo almeno 500 milioni di euro”. Si propone inoltre di integrare il Bilancio del Ministero per l’ambiente di 100 milioni, di costituire un fondo di rotazione per le demolizioni delle opere abusive (150 milioni), di varare un piano nazionale per la mobilità sostenibile (1 miliardo), di promuovere l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo (200 milioni), di tutelare le aree protette (30 milioni).

Secondo Sbilanciamoci, parte delle risorse risparmiate riducendo la spesa militare potrebbe essere utilizzata per finanziare le politiche di pace:  il finanziamento dei corpi civili di pace (17 milioni), l’adeguamento delle risorse per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (25,1 milioni) e per il Servizio Civile Universale (134,5 milioni), il finanziamento di un Istituto per la pace ed il disarmo (5 milioni), la riconversione dell'industria a produzione militare (200 milioni). E infine ampio spazio è dedicato al sostegno dell’altreconomia: “i Gruppi di acquisto solidale, il circuito del commercio equo e solidale, gli orti urbani, i Distretti di Economia e Solidale, le forme di autorganizzazione che rianimano immobili pubblici dismessi e in abbandono, i mercati eco-solidali, le esperienze di finanza etica sono presenti ormai da diversi anni nel nostro paese eppure stentano a trovare un riconoscimento istituzionale – si legge nella manovra -. Poche risorse basterebbero per varare un progetto pilota di ricognizione delle aree dismesse per utilizzarle a fini sociali (1 milione), sostenere una rete nazionale di mercati e fiere eco&eque (10 milioni), dieci progetti pilota per promuovere la Piccola distribuzione organizzata (10 milioni)”. 

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