24 febbraio 2016 ore: 11:08
Società

La Corte Costituzionale boccia la legge anti-moschee. "C’è ancora giustizia"

Il governo Renzi aveva infatti fatto ricorso contro la legge tanto voluta dal governatore Roberto Maroni. E ieri pomeriggio i giudici hanno dato ragione non solo al Governo, ma anche alle associazioni islamiche e evangeliche che sempre l'hanno ritenuta incostituzionale
Moschea e musulmani in preghiera

MILANO - "È il segno che un filo di giustizia in questo Paese esiste ancora": Asfa Mahmoud, direttore della Casa della cultura islamica di via Padova, commenta così la notizia che la Corte Costituzionale ha bocciato la legge anti-moschee della Regione Lombardia. Il governo Renzi aveva infatti fatto ricorso contro la legge tanto voluta dal governatore Roberto Maroni. E ieri pomeriggio i giudici hanno dato ragione non solo al Governo, ma anche alle associazioni islamiche e evangeliche che sempre l'hanno ritenuta incostituzionale. "Ai politici lombardi chiedo di ripensare attentamente a quello che hanno fatto finora - aggiunge Asfa Mahmoud -. Non ha senso impedire, ritardare, ostacolare a migliaia di musulmani di poter pregare in un luogo di culto dignitoso. È un diritto sancito dalla Costituzione".

Tre le motivazioni principali del ricorso del Governo. 1) La violazione degli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione Italiana per l’imposizione agli enti rappresentanti di organizzazioni religiose di una serie stringente di obblighi e requisiti che incidono sull'esercizio in concreto del diritto fondamentale e inviolabile della libertà religiosa; 2) La violazione dell’art. 117 lettere a), c) e h) della Costituzione per aver disciplinato in contrasto con i principi contenuti nei trattati europei e internazionali nonché per invasione, da parte della stessa Regione Lombardia, nella competenza esclusiva dello Stato in materia di rapporti tra Repubblica e le confessioni Religiose; 3) La violazione dell’art. 118 comma 3 Cost. per non aver rispettato la competenza esclusiva dello Stato e la Costituzione che affida alla sola legge dello Stato il potere di disciplinare forme di coordinamento fra Stato e Regione nella materia della sicurezza pubblica.

In attesa di leggere le motivazioni della bocciatura, diversi erano comunque i contenuti palesemente incostituzionali della legge regionale. In particolare fa una differenza di trattamento tra confessioni religiosi (soprattutto tra quella cattolica e le altre), sottomette la pratica di culto a procedimenti amministrativi immotivatamente aggravati, dà ai Comuni il potere di sindacare sulla natura religiosa delle associazioni, obbliga che i luoghi di culto siano distanti tra loro e subordina la libertà di culto a generiche motivazioni attinenti alla sicurezza pubblica. (dp)

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