20 novembre 2015 ore: 12:25
Disabilità

La "locanda sociale" costruita dai disabili: cibo dell'orto, nessuna barriera

Apre domenica a Spinetoli, nelle Marche il ristorante che offre lavoro e percorsi formativi a ragazzi con disabilità mentale e fisica. Barriere architettoniche abbattute ovunque. Gli ospiti del centro diurno al lavoro in cucina, in falegnameria e nei laboratori di agraria
Locanda del terzo settore 1
Locanda del terzo settore 1

SPINETOLI - Le seggiole sono tutte diverse, per forma e per colore. Sono 50, per i 50 ospiti che da domenica 22 novembre potranno cenare ogni sera alla Locanda del Terzo Settore, già ribattezzata “locanda sociale”. La struttura è la prima del genere nelle Marche e spicca tra le esperienze a livello nazionale perché i diciotto ragazzi che ci lavorano, età media 30 anni, tutti con disabilità, in prevalenza mentale, l’hanno costruita da zero, con le loro mani, insieme agli operatori, seguendo specifici percorsi formativi. Da 8 mesi, dalle 14 alle 17, lasciano il centro diurno di Spinetoli e raggiungono il casolare per ristrutturare tavoli, seggiole, credenze e madie, decorare lampade, confezionare tendaggi e biancheria per la cucina.

Locanda del terzo settore 3

“Ognuno di loro si è scelto un ruolo, sia per la fase della ristrutturazione che per il momento in cui accenderemo i fornelli – spiega Roberta D’Emidio, che lavora al progetto insieme agli altri volontari dell’associazione Fruit Adv – Ci sono camerieri, cuochi, addetti all’ospitalità e all’orto. La ristorazione è il punto d’arrivo di un progetto molto più ampio che coinvolge la disabilità, l’autoproduzione e il recupero creativo. Tutto ciò che si porta in tavola viene prodotto dal nostro orto e dalla nostra rete di cooperative sociali e aziende locali. Da qui, Centimetro Zero”. L’orto si affaccia sulla fiancata principale della Locanda, ha sfidato il caldo torrido dell’estate e ha già prodotto i primi frutti di stagione che saranno impiegati per preparare i piatti del menù. “E’ stata dura con quelle temperature, ma alla fine ci siamo riusciti - racconta Emidio Mandozzi che cura il campo insieme a Mauro Valori - Le barriere architettoniche sono state abbattute anche in mezzo agli ortaggi: abbiamo creato una serie di passerelle tra una fila di coltivazioni e l’altra per consentire anche a chi è sulla carrozzina di partecipare e dare il suo contributo ai lavori agricoli”.

Locanda del terzo settore 2

La Locanda offre un’opportunità di lavoro e percorsi formativi a ragazzi con diversi gradi di disabilità, dalla sindrome di Down, all’autismo, alla disabilità fisica. “La marcia in più che vogliamo dare agli ospiti del centro diurno – spiega Roberta D’Emidio – è la possibilità di toccare con mano il frutto del proprio lavoro e di essere parte concreta, attiva, del progetto. Sotto la guida dei nostri operatori hanno ristrutturato gran parte dei mobili, hanno decorato le lampade, hanno scelto i colori delle seggiole, ci hanno scritto sopra i propri nomi: ognuna è diversa dall’altra, perché ognuno di noi è una persona unica, con la sua fantasia, i suoi limiti e i suoi punti di forza.
Stiamo lavorando perché la Locanda sia un punto di aggregazione a doppio binario, rivolto soprattutto all’esterno, perché le distanze si accorciano solo se si compiono piccoli passi da entrambe le direzioni”.

Il progetto Locanda del Terzo Settore è stato sostenuto dalla Fondazione Carisap di Ascoli Piceno e realizzato dalla cooperativa sociale Ucof con la collaborazione operativa dell’associazione Fruit. Tra i partners ci sono la cooperativa sociale Ama Aquilone, la Caritas di Spinetoli, l’Ambito Territoriale Sociale XXIII, la Cooperativa Sociale Service Coop, il Bim Bacino Imbrifero Montano del Tronto. (Teresa Valiani)

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