18 maggio 2021 ore: 11:00
Non profit

La "miopia" di riaprire i circoli il 1° luglio: protesta di Arci

"No a misure che non riconoscono il ruolo sociale dei circoli". L'organizzazione torna a chiedere "la riapertura il più presto possibile". I circoli, "luogo di ritrovo e socialità essenziali per tante e tanti soprattutto tra i più soli"
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ROMA - "Secondo quanto riportano diverse agenzie e quotidiani online, dalla road map decisa dalla cabina di regia di ieri pomeriggio si prevede la riapertura delle attività di centri culturali, sociali e ricreativi a partire dal 1° luglio. Ancora una volta, dobbiamo constatare la miopia di questi provvedimenti". Protesta l'Arci per le misure introdotte nell'ultimo decreto Draghi. Il Consiglio dei Ministri, infatti, su proposta del premier e del ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato ieri un decreto-legge che introduce nuove misure urgenti relative all’emergenza sanitaria, che prevede tra l'altro che tutte le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi saranno di nuovo possibili dal 1° luglio.

"Torniamo a ribadire - si legge in una nota - che i circoli prevedono norme di sicurezza, accesso e controllo pari, se non addirittura molto più stringenti di quelle previste per l'accesso, ad esempio, nei bar e nei ristoranti o nelle palestre. Per queste ragioni, torniamo a gridare il nostro NO a queste misure che non riconoscono il ruolo sociale dei circoli. Per questo, ancora una volta, torniamo a chiedere con forza una riapertura il più presto possibile dei circoli, luogo di ritrovo e socialità essenziali per tante e tanti soprattutto tra i più soli".
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