9 aprile 2015 ore: 16:20
Immigrazione

La missione privata per il salvataggio dei migranti riceve 180 mila euro dagli sponsor

Il Moas della famiglia Catrambone potrebbe ripartire a breve. L'imprenditore Jürgen Wagentrotz ha donato 180 mila euro affinché la missione torni in mare. Coprirà il fabbisogno di carburante dei mezzi della ong
MOAS/Darrin Zammit Lupi MOAS/Darrin Zammit Lupi 1

MOAS/Darrin Zammit Lupi

- MILANO – La missione privata di soccorso per i migranti del Mediterraneo Migrant offshore aid station (Moas) potrebbe ripartire. Aveva chiuso una settimana prima di Mare Nostrum il 23 ottobre 2014, perché aveva finito i fondi. I due imprenditori e filantropi Regina e Christopher Catrambone hanno lanciato un appello per raccogliere denaro ed è arrivata la prima donazione importante. Jürgen Wagentrotz, imprenditore tedesco della Oil e Gas Invest Ag, dà alla missione 180 mila euro. Il contributo aiuterà la missione a riprendere il mare per sei mesi. Il Moas in 60 giorni di operazioni in mare lo scorso anno ha salvato circa 3mila migranti grazie alla nave da 40 metri Phoenix, di cui è dotata la ong.

Jürgen Wagentrotz, nato nella Germania dell'est, ha dovuto lasciare la sua terra natale e per questo si sente vicino alla sofferenza dei migranti. Cristiano, l'imprenditore si è detto molto orgoglioso di essere un finanziatore del progetto Moas. La sua azienda darà ai mezzi di Moas la benzina necessaria per i viaggi, una delle voci di spesa maggiori per la ong. A questo si aggiungono gli oltre 80 mila euro già raccolti con una campagna di crowdfunding lanciata prima di dover chiudere la missione. I costi vivi della missione non sono mai inferiori a 350 mila – 400 mila euro, stando alle stime dei promotori dello scorso anno. (lb)

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