23 marzo 2015 ore: 11:04
Salute

La pensione persa al gioco e tanti debiti. Franca: così ho sconfitto la dipendenza

La separazione e la solitudine cambiano la situazione economica ed emotiva di Franca, 72 anni, che così comincia a giocare e indebitarsi. "Sono arrivata a vincere 10 mila euro che ho perso in una settimana". Ora, grazie a Fondazione Antiusura e Cediss, ricomincia a vivere
Dipendenza da gioco d'azzardo. Mano su slot

PALERMO - Entrata nel tunnel buio del gioco e fortemente indebitata, Franca pensava di non poterne uscire più ma, a poco a poco, grazie ad un lavoro capillare di equipe della Fondazione Antiusura Ss. Mamiliano e Rosalia (opera segno della Caritas diocesana) e il dipartimento Cediss Gap & Nuove Dipendenze (ente per lo studio delle dipendenze comportamentali dell'Asp) è riuscita a rivedere la luce. Franca ha 72 anni, pensionata con tre figlie di cui due sposate, è separata da 7 anni. La separazione dal marito e il cambiamento repentino del tenore di vita medio-alto che aveva, è stato uno degli eventi determinanti che la resa più fragile e quindi più esposta anche a vizi come quello del gioco diventato poi patologico.

“Da sempre ho amato giocare anche a carte – racconta – con le amiche. Ho iniziato, ogni tanto, dopo l’allontanamento di mio marito da casa, a giocare qualche ‘gratta e vinci’. Dopo la separazione, ho perso molti amici, ho sofferto molto la solitudine e soprattutto lo stravolgimento economico della mia vita che da 5 mila euro al mese mi ha portato a vivere adesso con poco più di mille euro”.

- La situazione di vita nuova e la mancanza dei punti di riferimento, ha fatto cadere gradualmente Franca in uno stato depressivo da cui poi è riuscita ad uscire anche senza terapia farmacologica. “Ho cercato di farmi coraggio – dice – anche con il sostegno di qualche amica. Mi sono però, senza dire niente a nessuno, avvicinata sempre di più al gioco del ‘Gratta e Vinci’ che iniziai a fare regolarmente”. L’appuntamento dal tabaccaio per giocare diventa così un ossessione, una sorta di droga che comincia a darle una forte dipendenza. “Le somme che vincevo da 500 a 5 mila euro le rigiocavo tutte perdendole – racconta -. Sono arrivata perfino a vincere 10 mila euro che ho perso in una settimana”.

Nella fase più critica di dipendenza dal gioco Franca inizia a giocarsi quasi tutta la pensione e ad indebitarsi con tanta gente. “Perdevo tutto quello che giocavo – dice – senza rendermi conto dello stato in cui ero caduta. Nessuno sapeva niente, neanche i miei familiari e amici a cui chiedevo soldi, inventando svariate scuse e dicendo molte bugie. Ho chiesto prestiti a finanziarie e dopo agli amici vivendo in assoluto silenzio questa mia disperazione e nello stesso tempo vergogna per come mi ero ridotta. Ho mangiato per mesi solo uova e pane e latte senza più potermi comprare i beni di prima necessità”.

“Disperata ho chiesto al direttore di banca l’ennesima anticipazione della mia pensione - racconta – almeno per fronteggiare le spese necessarie. Lui, rendendosi conto del mio problema, mi ha orientato alla Caritas per la richiesta di un micro credito. Da lì, invece, circa un anno fa, ho conosciuto la Fondazione Antiusura di Palermo. Dopo avere raccontato alla fondazione tutto il mio dramma, dal presidente e dagli operatori mi sono sentita presa per mano e accompagnata lentamente a rivedere luce e speranza”. Per aiutare Francesca si è messo in moto, infatti, un lavoro di rete e di accompagnamento complessivo molto forte. Da una parte la Fondazione Antiusura l’ha aiutata ad estinguere tutta la sua posizione debitoria e dall’altra con il Cediss ha intrapreso una terapia psicologica. Da due anni è nata di fatto tra le due realtà una cooperazione che quest'anno verrà formalizzata con la firma di un documento congiunto.

“Adesso mi sento una persona nuova – racconta – perché sono stata aiutata ad estinguere circa 40 mila euro di debiti. La Fondazione mi ha aiutata a raccontare tutto a una delle mie figlie. Inoltre ho intrapreso un percorso di sostegno psicologico che mi sta aiutando tanto e finora senza l’ausilio delle medicine. Ho capito che tutti coloro che mi seguivano a vario livello desideravano che ne uscissi – dice -. Mi sono fatta forza, a poco a poco, per riuscire a non giocare più. Era una lotta con me stessa che dovevo vincere. Adesso non gioco più da due mesi”. “Mi sento, comunque, molto sola – racconta ancora – vivo con mia figlia che, però lavora e ha la sua vita. Stare insieme agli altri mi fa stare bene. Mi sono rimaste solo poche amiche che in maniera diversa mi sostengono nei momenti di maggiore tristezza. Proprio per questo sto per iniziare una terapia di incontri di auto-mutuo-aiuto di gruppo presso il Cediss da cui spero di trarre grande conforto. Si tratta di un percorso di auto-responsabilità che sarà molto utile ed interessante".

“Mi rendo conto di quanto sia faticoso – continua Franca – e impegnativo riuscire a liberarsi dalla dipendenza dal gioco. Agli altri dico di prevenire a tutti costi senza iniziare, neanche una volta ogni tanto, a giocare. Per il bene dei figli e di chi ha a cuore la nostra salute, va evitato il più possibile di cadere in questo tunnel che ti distrugge a poco poco. Uscirne comunque è possibile se decidi di affidarti ad un gruppo di esperti. Grazie a loro ho ripreso a camminare e vivere in maniera dignitosa. In un momento di fragilità della nostra vita tutti possiamo cadere e diventare schiavi di un vizio. L’importante è avere la forza di parlare con qualcuno, raccontando e condividendo il proprio problema a persone competenti. Sono stata aiutata attraverso consulenze gratuite dalla Fondazione Antiusura e dal Cediss. Come ce l’ho fatta io possono farcela anche altri. Chiudersi in questi casi può portare soltanto all’autodistruzione”. (set)

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