14 ottobre 2014 ore: 16:52
Disabilità

La tettoia del Tardini è troppo corta: disabili allo stadio sotto l’acqua

Lo stadio Tardini di Parma, dopo 4 anni di proteste, ancora non sembra essere riuscito a individuare una sezione adatta ai tifosi disabili che, al momento, in caso di pioggia sono costretti a seguire la partita all’addiaccio
Stadio Tardini di Parma

boxPARMA – “È dal 2011 che chiediamo una soluzione: a oggi, tante parole e nessun fatto”: Gabriele Majo, giornalista parmense di Stadiotardini.it, riassume così l’odissea dei tifosi disabili del Parma Fc, da 4 anni ‘costretti’ a seguire le partite casalinghe della propria squadra del cuore dalla tribuna centrale: “La visibilità è ottima, sono in prima fila appena dietro le vetrate che delimitano il rettangolo di gioco, quando fa freddo gli steward portano loro tè caldo e coperte. Ma c’è un problema: la tettoia della tribuna non li copre, è troppo corta. Così, quando piove, diluvia o nevica, se la prendono tutta: stanno così, sotto l’acqua”.

Tutto è cominciato nell’estate del 2011. “Eravamo a seguire il Parma in trasferta a Cogollo del Cengio, nel vicentino, per un’amichevole. Fabio Giarelli, un tifoso su sedia a ruote, ci raccontò le sue domeniche allo Stadio Tardini”. Fino alla stagione 2006/07 i posti riservati ai disabili erano collocati nella sezione più alta della Tribuna centrale Est Petitot. Quell’anno vennero spostati per motivi di sicurezza: a quella zona si poteva accedere solo tramite un montacarichi in grado di portare una persona alla volta: “Sono una trentina i tifosi disabili che vengono allo stadio: quella soluzione non era accettabile”, e fu così che si arrivò alla tribuna centrale dalla tettoia troppo corta. Quel giorno cominciano le richieste dei tifosi alla società e al Comune, proprietario del Tardini. “Abbiamo chiesto una tettoia un po’ più lunga, niente di più”, racconta Majo. In quel periodo, diversi lavori di riqualificazione interessano la struttura: “Un sacco di migliorie per quella che noi definiamo l’’upper class’ dello stadio, quelle persone che vogliono il divanetto e il drink per assistere alla partita. Ma niente tettoia: dicevano che avrebbe creato problemi di visibilità agli altri spettatori”. La denuncia alla stampa locale e nazionale di quel paradosso convincono il Parma Fc e il Comune a promettere una zona simile a quella vip anche ai disabili. Pronti via, i lavori cominciano. E sono subito sospesi: una sospensione che si rivelerà permanente.

“A quel punto prende in mano la situazione la concessionaria di marketing e pubblicità del Tardini, che ci promette che i lavori per i disabili saranno fatti, a prescindere dal blocco di tutti gli altri. L’ennesimo buco nell’acqua: nel 2013 niente era ancora stato fatto e quella concessionaria se n’era andata a seguire la Fiorentina”. Segue un nuovo appello dei tifosi – con Giarelli in prima linea – rivolto al sindaco Federico Pizzarotti, ad Antonio Cassano, fantasista arrivato proprio quell’anno in città, e al presidente Tommaso Ghirardi. “L’amministratore delegato Leonardi ci disse che non ci sarebbero più stati interventi spot ma solo una riqualificazione totale. Così, addio piccola tettoia un’altra volta”. Una nuova campagna mediatica arriva fino alla convocazione di una conferenza stampa per risolvere, una volta per tutta, la questione: “Era l’11 ottobre 2013, esattamente un anno fa. Davanti ai giornalisti ci hanno promesso ufficialmente una nuova area per i disabili da ricavare dal settore ospiti, allora chiuso da 5 anni per precedenti problematiche. Hanno detto che tutto sarebbe stato pronto in un mese, massimo il 22 novembre in occasione di Parma-Juventus. Ovviamente, non è successo nulla”.

Oltre al danno, la beffa: pochi giorni fa, quello stesso settore ospiti chiuso da 5 anni ha riaperto ancora come settore ospiti: del progetto per i disabili non c’è traccia. Una nuova interrogazione, una nuova richiesta di chiarimento: “Il Parma Fc ci ha spiegato che il progetto precedente era stato bocciato perché non rispettava le norme Uefa. Hanno aggiunto che era già pronto un nuovo progetto risolutivo, e che entro breve ci avrebbero dato comunicazione dello stato di avanzamento dei lavori. Questo due settimane fa: non s’è mossa una foglia. Personalmente, credo che anche questa volta il tutto si concluderà con un nulla di fatto”. (ambra notari)

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