4 ottobre 2013 ore: 14:52
Immigrazione

La “vergogna” della strage riporta l’immigrazione sulla stampa europea

Con la nuova tragedia di Lampedusa, sui quotidiani spagnoli, sul britannico The Guardian e sul francese Le Monde torna in prima pagina un tema spesso ignorato. E tutti mettono sotto accusa l’Unione Europea, accusata di freddezza e mancanza di strategia
El Pais - Articolo su tragedia Lampedusa

“Che vergogna!”. Il titolo campeggia su una foto che riempie tutta la prima pagina del quotidiano spagnolo ABC. È l’immagine dei soccorsi ai superstiti della tragedia di Lampedusa, la cui entità è stata tale da riportare in primo piano una questione spesso dimenticata dalla grande stampa europea. Per vicinanza - ma anche perché sulle coste spagnole si registrano continuamente incidenti e salvataggi in mare di migranti e profughi in barconi - i giornali della Spagna sono, tra quelli europei, quelli che più risalto hanno dato alla notizia.

Alla scelta del quotidiano monarchico ABC di titolare con le parole di sdegno di papa Francesco, si affiancano le aperture di El País e El Mundo, che sottolineano nei titoli la responsabilità dell’Unione Europea nella gestione di una emergenza senza fine. “L’unica novità è il numero. Un numero sufficientemente alto da suscitare grandi parole di lutto e allarme, una fila interminabile di morti senza nome all’inizio del telegiornale. Il resto succede ogni giorno, per capitoli”, scrive il corrispondente de El País nella prima delle due pagine che il quotidiano dedica alla tragedia.

Nella pagina degli editoriali de El Mundo, si legge: “La cosa peggiore è che la tragedia era prevedibile: il sindaco aveva inviato una lettera alla Commissione Europea nella quale avvertiva che l’isola poteva diventare un cimitero. Ieri la commissaria agli Affari Interni ha espresso il suo cordoglio per l’accaduto e riconosciuto che bisogna impiegare più risorse materiali per evitare fatti del genere. Una reazione molto fredda che prova l’indifferenza e la passività dell’UE di fronte al gravissimo problema dell’immigrazione africana ‘sin papeles’”.

Tra i quotidiani britannici è il Guardian a dare più risalto alla notizia, con una copertura ampia e approfondimenti. Uno degli articoli è dedicato alle contraddizioni tra le politiche di controllo delle frontiere e la necessità di garantire il diritto d’asilo e la salvezza di vite umane. “Attivisti e decisori politici sono d’accordo sul fatto che gran parte della responsabilità della morte di migranti è delle bande di criminali senza scrupoli che chiedono grandi somme di denaro per trasportare le persone in barche sovraffollate e pericolose. Ma sulla questione di come l’Europa debba affrontare il problema c’è profonda discordia tra chi crede che la priorità è salvare vite umane e chi teme che diminuire l’enfasi sul controllo delle frontiere incoraggia la tratta di esseri umani”, scrive il Guardian. Il quotidiano riporta le parole di Judith Sunderland, di Human Rights Watch, che, di fronte alla linea dura della Commissione UE sul controllo delle frontiere, risponde: “L’unica speranza è che questa ennesima tragedia serva per scuotere le coscienze degli europei e dei decisori europei per adottare un approccio realmente orientato a salvare la cita dei migranti nel Mediterraneo”.

Il francese Le Monde pubblica un’intervista Jean Léonard Touadi in cui l’ex deputato del PD sottolinea la mancanza di coordinazione nelle politiche comunitarie e accusa l’Europa di intervenire molto per questioni finanziarie ma di essere molto meno presente nella gestione di un problema che non è solo italiano. “Non c’è coordinazione sufficiente – dichiara Touadi – E non c’è una politica estera europea; gli accordi bilaterali tra gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo non sono condotti a livello europeo; e soprattutto la cooperazione con i paesi del Sud, che ha per obiettivo promuovere una certa integrazione economica e la gestione dei flussi migratori, resta a livello di dichiarazioni, nei testi e aspettiamo ancora un’applicazione concreta”.

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