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Autore: a cura di Merete Amann Gainotti, Susanna Pallini
Anno: 2008
Editore: Edizioni Magi
Pagine: 144
Il volume raccoglie una serie di contributi presentati a un Convegno svoltosi nell’anno 2007, nell’Università di Roma Tre sul tema della violenza domestica e dell’attività dei centri antiviolenza. E’ necessario, da una parte rievocare e illustrare il percorso e i motivi culturali, sociali e politici che hanno portato alla nascita dei centri antiviolenza in Italia e in molti paesi europei e non europei, attraverso le testimonianze di chi, in Italia, ha contribuito alla nascita di questi centri e di chi vi lavora. Dall’altra parte si è voluto riflettere sul costo sociale e psicologico, non solo per le donne, ma per l’intera società, della violenza che si esprime quotidianamente nell’ambito di tante mura domestiche, e che tra le vittime comprende anche i bambini, con conseguenze psicologiche e sociali devastanti per tutti, poiché la violenza si apprende e si trasmette. Non solo in Italia ma anche in altri paesi di cultura occidentale avanzata, si contano e registrano, giornalmente e con frequenza assidua, violenze in famiglia: umiliazioni, ricatti economici, abusi sessuali, plagi, percosse, che sfociano spesso in un “rituale” omicida. La famiglia è luogo costante di traumi, fisici e psichici spesso nascosti, perpetrati dagli uomini. L’antica sopraffazione maschile sulla donna non scompare con l’avanzare del progresso, è divenuta solo più subdola e multiforme. La possibilità di tramutare il concetto di progresso inteso come miglioramento, nel cosiddetto progresso “traditore”, ossimoro che esplicita una condizione di menzogna e di totale arretratezza morale, evidenzia la scarsissima progressione socio-psicologica avveratasi nell’ultimo trentennio. Le autrici del libro, entrambe psicologhe, fanno riflettere sul perché tanti uomini di diversa età, istruzione, estrazione sociale sentano la necessità di compiere soprusi e violenze abusando fisicamente e mentalmente di moltissime donne.