25 marzo 2017 ore: 16:04
Immigrazione

La "zattera" Europa non salva chi fugge. Il flash mob per scuotere i leader Ue

Una maxi-bandiera dell’Unione Europea circondata da filo spinato galleggia sul Tevere. Tutto intorno giubbotti di salvataggio dispersi in acqua, sulla riva sacchi per cadaveri e una gabbia, simbolo delle carceri libiche. È la protesta contro le politiche migratorie dell’Ue realizzata da oltre 40 organizzazioni della società civile al grido di “Not My Europe”
Flash mob Tevere

ROMA - Una maxi-bandiera dell’Unione Europea circondata da filo spinato galleggia sul Tevere. Tutto intorno giubbotti di salvataggio dispersi in acqua, sulla riva sacchi per cadaveri e una gabbia, simbolo delle carceri libiche. È la protesta contro le politiche migratorie dell’UE realizzata da oltre 40 organizzazioni della società civile al grido di “Not My Europe”, oggi nella capitale in occasione della firma dei Trattati di Roma. L'obiettivo è dire  "No ai muri, ai blocchi e agli accordi disumani che costringono migliaia di persone disperate a viaggi spaventosi e spesso mortali, perché l’Europa non offre alcuna alternativa per cercare sicurezza sul continente".

Il flash mob si è svolto sulla banchina sotto Castel Sant’Angelo, con interventi di Luigi Manconi, Gad Lerner, Moni Ovadia, Adam Colibali maliano testimone del viaggio, le organizzazioni promotrici. Conduce Edoardo Buffoni. Interventi musicali di Tribal Percussion, Alessandro Pieravanti e Giancane, Traindeville. Nel 2016 - hanno ricordato le ong - più di 5.000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo per sfuggire a guerre, persecuzioni e povertà, e sono già oltre 590 i morti e dispersi di quest’anno. 60.000 persone sono bloccate in condizioni indegne sulle isole greche a causa dell’accordo UE-Turchia. In Serbia a migliaia vivono in campi sovraffollati o insediamenti di fortuna dopo la chiusura della rotta balcanica.In Italia, un sistema di accoglienza costruito su una logica emergenziale non risponde ai bisogni di una popolazione vulnerabile.

L’Europa potrebbe essere una zattera di salvataggio per migliaia di persone in fuga per la vita, ma le politiche dei muri e dei fili spinati la rendono una fortezza irraggiungibile che spesso non lascia scampo - sottolineano le organizzazioni-. Oggi esprimiamo una condanna senza appello contro le politiche ciniche e disumane che hanno provocato questa crisi umanitaria e che alimentano paure ed egoismi, moltiplicando le sofferenze di chi fugge. In questo giorno di celebrazioni dei valori europei, chiediamo un deciso cambio di rotta, perché l’Europa torni ad essere umana e solidale.”

 

 

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