10 febbraio 2015 ore: 15:02
Immigrazione

Lampedusa, Cir: "Ennesima tragedia, solite responsabilità"

Il direttore Christopher Hein: "Sono sconcertato dalle notizie che disegnano ora dopo ora un quadro sempre più drammatico dell'ennesima tragedia nel Mediterraneo"
Migranti in mare

Roma - "Sono sconcertato dalle notizie che disegnano ora dopo ora un quadro sempre piu' drammatico dell'ennesima tragedia nel Mediterraneo". Lo dice Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati. "E' evidente che le forze messe in campo a livello europeo con l'Operazione Triton sono assolutamente insufficienti a fronteggiare i numeri sempre piu' elevati di persone che cercano di raggiungere le coste europee: il mandato e' piu' ristretto- i suoi mezzi di soccorso non si spingono piu' in acque internazionali e libiche- e la sua dotazione finanziaria e' solamente 1/3 di quella che l'Italia ha stanziato per Mare nostrum", spiega Hein. Per questo "il soccorso in mare deve essere assolutamente potenziato, riportato ai livelli che l'Italia ha garantito sino a novembre".

La priorita' e' dovuta al fatto che "gli arrivi via mare non si stanno fermando: nel solo mese di gennaio 2015 sono sbarcati in Italia 3.518 migranti, 1.400 persone in piu' di quelle arrivate nello stesso periodo dello scorso anno. Inoltre sempre piu' difficili e precarie sembrano le condizioni in cui i migranti sono costretti a viaggiare. E' evidente che un forte investimento deve essere fatto ancora in materia di salvataggio e soccorso in mare, sia a livello nazionale che europeo, rinforzando gli strumenti oggi messi in campo", continua il direttore del Cir.

Nonostante questo, "crediamo pero' che il salvataggio in mare, per quanto necessario, non possa essere l'unica risposta. Debbono essere messe in atto misure di ingresso protetto che diano ai rifugiati alternative concrete all'unica disponibile ora, ovvero quella di mettersi nelle mani dei trafficanti di morte", continua Hein. "Stiamo parlando di misure ben precise che potrebbero essere realizzate con cambiamenti a livello nazionale e comunitario", che costituiscono "passi necessari per salvare migliaia di vite umane, altrimenti l'unica cosa che ci resta da fare e' aspettare la prossima annunciata tragedia del Mediterraneo", conclude. (DIRE)

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