11 ottobre 2013 ore: 14:34
Immigrazione

Lampedusa. I minori non accompagnati a Caltagirone, famiglie con bambini a Gorizia

Michele Prosperi, referente per Save the children a Lampedusa, spiega come si sta muovendo in queste ore la macchina dell’accoglienza per i superstiti più fragili. “I non accompagnati sono in una situazione difficilissima, vanno monitorati e supportati”
Immigrazione, barcone pieno di immigrati, sbarchi

ROMA – I 39 minori non accompagnati superstiti della tragedia di Lampedusa saranno accolti tutti insieme nel centro di accoglienza di Caltagirone (un primo trasferimento è già avvenuto stamattina), mentre alcuni nuclei familiari con 27 bambini accompagnati partiranno questo pomeriggio per Gorizia. Nel centro di Lampedusa resteranno invece 65 minori accompagnati, che dovranno essere trasferiti nei prossimi giorni. Michele Prosperi, referente per Save the children a Lampedusa, spiega a Redattore sociale come si sta muovendo in queste ore la macchina dell’accoglienza, soprattutto per quanto riguarda i minori, i superstiti più fragili del naufragio del 3 ottobre scorso.

“Alcuni ragazzi sono partiti questa mattina per Caltagirone, altri li raggiungeranno nel pomeriggio l’obiettivo è di farli restare tutti insieme perché questa è la loro richiesta.  –spiega Prosperi –. Si tratta di adolescenti che hanno vissuto una tragedia più grande di loro, due dei minori non accompagnati sono stati portati in questi giorni all’ospedale di Palermo perché avevano problemi di salute. Oggi si trovano in una situazione difficilissima, alcuni di loro hanno perso familiari o amici. Non solo, ma il naufragio è stato un evento terribile che segue le già terribili condizioni del viaggio che hanno intrapreso”. La maggioranza dei minori non accompagnati, infatti, hanno dovuto attraversare il deserto per raggiungere la Libia. “Molti di loro sono stati venduti e ricomprati dai trafficanti, alcuni sono stati ricattati, altri sono finiti anche nei centri di detenzione prima di raggiungere la costa e imbarcarsi. Dai loro racconti sappiamo che hanno vissuto condizioni terribili prima di salire sulla grande barca che è partita per Lampedusa –aggiunge -  In questi giorni abbiamo raccolto le loro esperienze grazie anche al supporto dei mediatori culturali, ora la cosa importante è che nella struttura in cui saranno collocati ricevano un supporto adeguato. Noi monitoreremo l’accoglienza e ci stiamo organizzando come Save the children a fornire ulteriore supporto”.

Anche Lilian Pizzi, di Terres des hommes, spiega che la condizione dei minori superstiti è molto delicata. “Sono adolescenti che vengono da contesti in cui l’infanzia è costruita in modo diverso da come la conosciamo noi: hanno intrapreso viaggi lunghi e difficili, hanno rischiato la vita e preso decisioni importanti –sottolinea - Oggi sentono forte il senso del dovere verso i familiari delle persone scomparse che non possono essere qui. Tutti i superstiti alla tragedia –aggiunge - stanno vivendo un trauma collettivo. La sofferenza è su vari livelli, molte famiglie sono state divise, alcuni hanno perso i propri cari, in ogni caso si sentono tutti fratelli: adesso la comunità è la loro principale risorsa”. (ec)

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