6 dicembre 2012 ore: 16:33
Non profit

Last minute market: nel 2011 recuperati 737 mila chili di prodotti

I dati dell'Emilia-Romagna: oltre 25 mila pasti completi da 120 aziende donatrici, 65 mila le persone e 311 gli enti beneficiari. Dalla Regione 386 mila euro. Melucci (regione): “Buona prassi per funzione sociale"
Last minute market ragazzo vende pomodori

Last minute market ragazzo vende pomodori

BOLOGNA – Più di 737 mila chili di prodotti alimentari recuperati da attività commerciali e produttive, oltre 25 mila pasti completi dalla ristorazione collettiva, a cui si aggiungono farmaci per un valore di 101 mila euro. Gli alimenti raccolti sono stati distribuiti a 311 enti per oltre 65 mila persone. Sono i risultati raggiunti nel 2011 da Last minute market. Il progetto, nato oltre 20 anni come progetto di ricerca del dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria dell’Università di Bologna e poi diventato uno spin-off dello stesso, è sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna che, nel periodo 2006/2013, ha stanziato 386 mila euro per contrastare l’impoverimento a cui i cittadini più deboli sono esposti. Sono 120 le aziende donatrici che hanno permesso di raccogliere prodotti alimentari e farmaci per oltre 2,8 milioni di euro, 25 i soggetti pubblici (amministrazioni comunali e provinciali, multi-utility, aziende sanitarie, distretti sociali e sanitari) che hanno partecipato al progetto di Last minute market. “Per loro – ha detto Maurizio Melucci, assessore regionale al Commercio – si tratta anche di un’occasione per migliorare i processi organizzativi interni, produrre meno rifiuti e risparmiare così risorse economiche preziose che possono essere reinvestite per riqualificare l’impresa e qualificare i prezzi a favore del consumatore finale”.
 
Carbon footprint, impronta ecologica e water footprint sono gli indicatori presi in considerazione per valutare l’impatto ambientale del Last minute market. Sono 1.543 i cassonetti per i rifiuti evitati, 2.500 le tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera, 1.650.000 i metri cubi di acqua risparmiata (corrisponde a quella di 515 piscine) e oltre 13 milioni i metri quadri di territorio risparmiato (pari a 1.847 campi da calcio). “Il Last minute market è una buona prassi da promuovere non solo per la funzione sociale che svolge, aiutando persone che non riuscirebbero ad avere le stesse possibilità di accesso al cibo – ha detto Maurizio Melucci, assessore regionale al Commercio – ma anche per gli altri effetti che produce, contribuendo a diffondere valori etici, come il contrasto allo spreco alimentare e il miglior utilizzo delle risorse naturali”. (lp)
 
 
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