4 dicembre 2020 ore: 12:13
Società

Lavoro minorile, abbandono scolastico: le conseguenze del lockdown sui bambini indiani

La denuncia della fondazione Kailash Satyarthi Children's, basata su interviste a 53 ong presenti nel paese e su un sondaggio a cui hanno risposto 245 nuclei di aree agricole di cinque stati indiani. In crescita anche i matrimoni precoci e i casi di tratta
Foto: Krish Dulal (via Wikimedia Commons) bambini indiani

Le ricadute del lockdown sui bambini indiani sono drammatiche: lavoro minorile, traffico, abbondono della scuola. A denunciarlo è la fondazione Kailash Satyarthi Children's, impegnata nella difesa dei minori in India da molti anni. Un report che si basa su interviste a 53 ong presenti nel Paese e su un sondaggio a cui hanno risposto 245 nuclei di aree agricole di cinque stati indiani.

Il lavoro minorile in aumento sembra essere quasi una certezza: ne è convinto il 93% delle organizzazioni ascoltate. A pesare su questa valutazione è la mancanza di lavoro, che a cascata spingerà i genitori a mandare i figli al lavoro per alleviare la situazione.

I matrimoni precoci sono un altro grande rischio in questa fase. Questi cresceranno, secondo il 64% delle ong e stando alla volontà del 13% delle famiglie, intenzionate a far sposare presto le figlie.

Tratta e scuola. Anche i casi di tratta per lavoro e sfruttamento cresceranno secondo l’89% delle organizzazioni non governative, che pensano anche che l’abbandono scolastico crescerà dopo il lockdown (una famiglia su cinque ha dichiarato che potrebbe non rimandare i figli a studiare). Tra le cause c’è l’uso della didattica a distanza in aree non collegate a internet e l’occupazione sempre più diffusa dei ragazzi nel mercato informale del lavoro.

I dati ufficiali dell’Organizzazione internazionale del lavoro collocano il Subcontinente in cima alla classifica mondiale quanto a bambini lavoratori. In base all’ultimo censimento, risalente a nove anni fa, in India ci sono 10,1 milioni di ragazzini tra i 5 e i 14 anni al lavoro.

Le cause di questa situazione vanno ricercate soprattutto nell’andamento economico del Paese. Se da una parte infatti è vero che il lavoro minorile è vietato sotto i 14 anni d’età dal 2016, va considerato anche che la crisi sanitaria ha già spazzato via circa 12 milioni di posti di lavoro. Con il conseguente abbattimento delle entrate e la necessità di dover far fonte alle necessità quotidiane. In tutto, quasi l’85% delle famiglie era senza reddito tra aprile e maggio, quando sono state realizzate le indagini. A peggiorare le cose, inoltre, per far fronte alla situazione si è registrato un massiccio ricorso al prestito, con tassi d’interesse che peseranno sul futuro di questi nuclei.

L’articolo integrale di Maria Tavernini, "India: bambini tra sfruttamento, abbandono scolastico e tratta" può essere letto su Osservatorio Diritti
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