12 giugno 2014 ore: 10:28
Famiglia

Lavoro minorile, in Italia coinvolti 260 mila bambini: “Serve un piano nazionale”

Indagine di Save the children: un minore su 20 lavora, il 7 per cento della popolazione dai 7 ai 15 anni. Ilo: “Nei momenti di crisi la perdita di reddito delle famiglie aumenta il rischio di abbandono scolastico e sfruttamento”
Francesco Alesi per Save the Children Lavoro minorile, adolescente meccanico

ROMA – Sono almeno 260 mila i minori tra i 7 e 15 anni coinvolti nel circuito del lavoro minorile in Italia: ben 1 su 20. Il dato emerge dall’ultimo rapporto di Save the children, realizzato in collaborazione con il ministero della Giustizia e presentato oggi a Roma in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile. Nell’indagine dal titolo “Lavori ingiusti” si descrivono esperienze di lavoro minorile fra le più dure, sommerse e molto spesso collegate all’abbandono della scuola, che coinvolgono l’universo degli adolescenti in carico alla giustizia minorile; un sottoinsieme dell’intero universo di lavoratori under 16 nel nostro paese che conta circa 260.000 ragazzi e ragazze, pari al 7% della popolazione in questa fascia di età.

“Occupandoci di minori che vivono in situazioni di rischio, da anni entriamo in contatto con bambini e adolescenti coinvolti nelle peggiori forme di lavoro minorile, tra cui, forme di sfruttamento. Si tratta di un fenomeno grave che, in una misura piuttosto rilevante, è presente anche in Italia, per questo abbiamo deciso di indagarlo, contribuendo a colmare un  vuoto di dati in materia”, sottolinea  Claudio Tesauro presidente di Save the Children Italia. “ Quest’anno, con il  sostegno del ministero siamo riusciti a raggiungere giovani che solitamente sfuggono alle rilevazioni campionarie perché si trovano per lo più fuori da circuiti importanti quali la scuola, in particolare coloro che si trovano nel circuito della giustizia minorile”. Per realizzare l’indagine  Save the Children ha  interpellato sul lavoro minorile la totalità dei ragazzi e ragazze che si trovano negli istituti penitenziari minorili (Ipm), nelle comunità di accoglienza Penale (cpa) e nelle Comunità ministeriali oltre a un significativo numero di ragazzi in carico all’Ufficio di servizio sociale minorile (Ussm) .

“Le risposte dei ragazzi descrivono esperienze e contesti di diffusa illegalità, dove si è contratta l’idea di uguaglianza e dove si soffrono le discriminazioni non legate alle qualità personali - continua Tesauro - Molto frequente poi e forte è la relazione tra la dispersione scolastica e il lavoro precoce o ancora le connessioni tra la dispersione scolastica e la scelta di commettere atti illeciti. E’ cruciale intervenire per spezzare questo circolo vizioso e garantire percorsi lavorativi positivi, grazie ai quali i ragazzi possano trovare adeguata realizzazione economica e sociale”,

Tra le raccomandazioni ribadite da Save the Children nel corso dell’incontro di oggi l’adozione tempestiva di un Piano nazionale sul lavoro minorile che preveda da un lato la creazione di un sistema di monitoraggio regolare del fenomeno e dall’altro le azioni da svolgere per intervenire efficacemente sulla prevenzione e sul contrasto del lavoro illegale, e in particolare delle peggiori forme di lavoro minorile.  "In occasione della giornata contro il lavoro minorile è opportuno sottolineare i rischi in termini di lavoro minorile a cui i bambini e ragazzi sono esposti, anche nei paesi ad alto reddito - aggiunge Furio Rosati dell’ Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) - Protezione sociale e monitoraggio sono strumenti essenziali per combattere questo fenomeno anche nei paesi sviluppati, soprattutto in un momento di crisi come questo in cui la perdita di reddito delle famiglie aumenta il rischio abbandono scolastico e l’esposizione al lavoro minorile”.   

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