25 gennaio 2016 ore: 13:10
Economia

Lavoro, Poletti: serve lotta radicale contro lo sfruttamento

Modena - "Dobbiamo migliorare le performance dei controlli e la nostra lotta deve essere radicale contro tutti quei fenomeni, come il caporalato, di sfruttamento dei lavoratori". E' un passaggio dell'intervento del ministro del Lavoro Giuliano Polet...

Modena - "Dobbiamo migliorare le performance dei controlli e la nostra lotta deve essere radicale contro tutti quei fenomeni, come il caporalato, di sfruttamento dei lavoratori". E' un passaggio dell'intervento del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che si collegato questa mattina con l'Universita' di Modena e Reggio Emilia (Unimore) per partecipare alla sessione mattutina del seminario promosso dall'Ateneo per discutere delle novita' legislative in materia di lavoro, di previdenza e di politiche sociali. L'appuntamento, dal titolo "Jobs Act-dalla parte del lavoro, delle politiche attive e del nuovo sistema di protezione sociale", e' stato organizzato dal centro studi "Lavori e Riforme" (Ceslar) del dipartimento di giurisprudenza, con il patrocinio della Provincia di Modena, del Consiglio dell'ordine degli avvocati e dell'ordine dei Consulenti del lavoro modenesi, dell'associazione femminile "TutteperItalia" e con il sostegno del gruppo Obiettivo Lavoro.

"Troppo spesso- ricorda Poletti- vengono messi in atto da alcune imprese fenomeni illegali che mettono a rischio la salute dei lavoratori, sottoposti a condizioni di lavoro ingiuste, sottopagate e pericolose. Serve una cultura positiva d'impresa che alle giuste tutele per chi lavora aiuti anche le imprese a trovare la quadra per essere efficaci ed efficienti nel mercato senza calpestare i diritti". E questo perche', aggiunge il ministro, "per far ripartire l'economia e i consumi non ci si puo' basare solo sull'export, ma occorre un reddito spendibile. E io credo che quello che proviene da lavoro, con giuste retribuzioni per i dipendenti, sia fondamentale in questo senso".

Per "bloccare la precarizzazione, migliorare la qualita' del mondo del lavoro e generare opportunita'", Poletti spiega poi: "E' un percorso ad ostacoli molto difficile: per questo bisogna cambiare modo di pensare a tutti i livelli e noi chiediamo che ogni cittadino si faccia parte attiva nel contribuire a raggiungere questi obiettivi". Il ministro loda infine l'iniziativa di Unimore, in quanto "occorre che ci siano delle norme stabili per il mercato del lavoro. Io non sono favorevole alle leggi che cambiano ogni sei mesi e penso che iniziative come questa, che aiutano a comprendere la norma e le sue finalita' siano positive. Una volta scritta la norma il lavoro non e' finito, ma bisogna guardare concretamente e rapidamente i suoi effetti".

Di "patto d'acciaio tra lo Stato e i cittadini", parla anche l'Universita', sottolineando che "in un quadro di maggiore flessibilita' e in cui i licenziamenti sono un po' piu' facili, occorre una implementazione da parte del Governo dell'infrastruttura dei servizi per il lavoro, altrimenti la riforma rischia di diventare un libro dei sogni". I risultati raggiunti fino a questo punto, secondo l'Ateneo, non sono soddisfacenti: "Pensiamo al progetto Garanzia Giovani su cui le risorse investite non sono sufficienti, o al contratto di ricollocazione che ha funzionato bene per alcune categorie ma malissimo per altre come gli anziani e i lavoratori con bassa professionalita'". E infine "i lavoratori dei centri per l'impiego, che sono 7.000 e dovrebbero ricollocare circa tre milioni di disoccupati".

Piu' nel merito entra Giuseppe Pellacani, presidente del Ceslar, ricordando come "il diritto del lavoro e' stato riscritto per ben due volte nell'ultimo triennio, ovviamente creando opportunita', ma ponendo anche problemi al mondo dell'impresa e del lavoro". Per esempio, la riforma del contratto a tempo determinato e' stata "particolarmente importante ed ha garantito un percorso di assunzione apprezzato dalle aziende. Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti unitamente agli incentivi previsti per le nuove assunzioni ha prodotto sicuramente una relativa stabilizzazione dei rapporti di lavoro (grazie alla possibilita' di trasformazione)". Piu' incerto invece, incalza Alessandra Servidori, direttore del centro studi, "e' l'effetto prodotto a favore di rapporti di lavoro nuovi. Si ha l'impressione che le agevolazioni fisca li abbiano avuto la prevalenza nell'orientare le scelte delle imprese".

Inoltre "nella legge di stabilita' 2016 e' previsto un ridimensionamento degli incentivi. Ma, e' legittimo porsi la domanda fino a che punto si potra' proseguire su questa strada per creare occupazione". Altri temi posti sul tavolo dai docenti e condivisi dal ministro, sono infine quelli della riforma degli ammortizzatori sociali, dell'agenda digitale e delle nuove tecnologie a servizio delle imprese. La giornata di approfondimento promossa dall'Universita' prosegue questo pomeriggio (a partire dalle 15) con una sessione in cui quattro gruppi di lavoro approfondiranno le tematiche trattate nella sessione mattutina. Nello specifico: i contratti di lavoro, i nuovi ammortizzatori sociali; le nuove politiche attive per l'occupazione femminile, gli organi ispettivi e l'agenzia per il lavoro.

(DIRE)

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