23 agosto 2021 ore: 14:08
Disabilità

Lazio, le nuove linee guida sul Dopo di noi vanno bene, ma non benissimo

di Chiara Ludovisi
Il commento di Fish Lazio, che ha partecipato all'elaborazione: parzialmente accolte le proposte delle associazioni, ma “non ha trovato spazio la richiesta di limitare il contributo di compartecipazione dell’utente rispetto alle spese necessarie per la realizzazione degli obiettivi previsti dal progetto”
Dopo di noi, disabilità, ombre su asfalto - SITO NUOVO

ROMA – Vanno bene, ma potrebbero andar meglio, le nuove Linee Guida della regione Lazio (Dgr. n. 554/2021) che aggiornano e disciplinano le disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Pubblicate all'esito di un percorso di concertazione avviato dall'assessorato regionale alle Politiche Sociali e ASP, le Linee guida sono state elaborate con la partecipazione del Forum del Terzo settore del Lazio, le federazioni rappresentative delle persone con disabilità, le organizzazioni sindacali e le consulte romane e regionale.

Bene...

Tra queste, Fish Lazio, che oggi mette in luce aspetti positivi e negativi del documento aggiornato: “Diverse sono state le proposte avanzate in tale fase dalla federazione, finalizzate e garantire la centralità della persona destinataria degli interventi, valorizzando il diritto di scelta, le aspettative, le esigenze e i desideri della stessa e della famiglia nella predisposizione del progetto personalizzato, la continuità dei progetti e l'integrazione tra le diverse tipologie di intervento previste dall'attuale normativa in vigore. Anche nell'ambito delle misure per il 'Durante e Dopo di Noi' – continua Fish Lazio - la Regione ha voluto promuovere l’utilizzo degli strumenti di co-programmazione e co-progettazione previsti dal Codice del Terzo Settore, sia nella fase di attuazione territoriale che in quella di monitoraggio, valorizzando il contributo e la capacità organizzativa e di intervento degli enti del Terzo settore. In particolare viene stabilito che gli Ambiti sovradistrettuali dovranno predisporre annualmente il 'Piano di programmazione territoriale del Durante e Dopo di noi' attraverso le procedure di co-programmazione, formulato quindi 'congiuntamente dai distretti sociosanitari, la Asl e gli enti del Terzo settore del territorio di riferimento, tra cui in particolare le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità, gli enti gestori, le realtà associative dei familiari e, ove presenti, le Consulte territoriali per la disabilità e la salute mentale”.
Piace, a Fish Lazio, anche la scelta della regione di riferirsi al modello di “budget di salute”, che sovrà “sostenere” le misure inserite nel progetto personalizzato, esito della valutazione multidimensionale, per la cui redazione è richiesta la partecipazione diretta della persona o di chi la rappresenta. “La scelta va nella direzione di assicurare prestazioni flessibili e non standardizzate ai destinatari – commenta la federazione - basate su una forte impostazione socio-sanitaria delle valutazioni e degli interventi messi in campo. La definizione del budget 'individuale', inteso come strumento dinamico e flessibile che segue i criteri di intensità e durata dei sostegni, dipenderà da numerosi elementi, e 'richiede la ricognizione di tutte le risorse economiche, professionali e comunitarie che si rendono al momento disponibili sia da parte delle istituzioni sociali e sanitarie, che da parte degli utenti, del Terzo settore, delle Associazioni, del volontariato e della comunità locale, in quanto partecipanti alla co-progettazione e alla co-gestione dei diversi progetti personalizzati'. Nell'ambito del progetto – aggiunge Fish Lazio - continuerà ad essere centrale, tra quelle previste nell'Uvm (Unità valutativa multidimensionale), la figura del case manager, con la funzione 'di curare la realizzazione del progetto personalizzato attraverso il coordinamento e l’attività di impulso verso i diversi attori coinvolti'”.
Altro punti di forza delle nuove Linee guida è la continuità: “A più riprese viene accolta dal provvedimento di aggiornamento la proposta di garantire continuità assistenziale alle progettualità dei destinatari – riferisce Fish Lazio - nel tentativo di arginare il fenomeno purtroppo diffuso di percorsi attivati ma discontinui ed evitare la necessità per le famiglie di presentare nuovamente la domanda con la pubblicazione del nuovo avviso. La deliberazione 554 stabilisce infatti che 'il progetto personalizzato deve essere garantito negli anni', che 'la presa in carico della persona con disabilità è garantita nel tempo senza soluzione di continuità' e che 'le persone con disabilità titolari di progettualità già in essere non sono vincolate alla presentazione di nuova istanza', quindi eventuali graduatorie di accesso sono riferite alle prime istanze presentate. Resta salva la possibilità di rimodulare gli interventi qualora sopraggiungano nuove esigenze che comportano l'esigenza di aggiornamento periodico del progetto”.

… ma non benissimo

Restano tuttavia alcune lacune nelle nuove Linee guida, che Fish Lazio mette così in evidenza: “Non ha trovato spazio la richiesta di limitare il contributo di compartecipazione dell’utente rispetto alle spese necessarie per la realizzazione degli obiettivi previsti dal progetto. La ratio della proposta risiedeva nella possibilità di garantire al beneficiario una disponibilità economica, individuata convenzionalmente nell’importo corrispondente alla pensione ordinaria di inabilità, avanzata poiché la 'messa in comune di risorse' rischia di privarlo dell’opportunità di compiere in autonomia le proprie scelte di vita. Il testo finale della Dgr, dopo aver precisato che 'la legge n. 112/2016, non prevede forme tradizionali di compartecipazione da parte delle persone', stabilisce che 'in ogni caso deve essere preservata la possibilità da parte della persona con disabilità di soddisfare le necessità primarie di vita', senza però definire in modo puntuale un importo economico minimo di garanzia per l'utente”. Ed è su questo punto che Fish Lazio richiama l'attenzione della Regione: “Anche al fine di non lasciare eccessiva discrezionalità agli enti locali per tale aspetto, Fish Lazio sollecita la Regione all'emanazione di un provvedimento che possa individuare i limiti della compartecipazione alla spesa degli utenti, senza vincolarli necessariamente alle 'necessità primarie di vita', consentendo loro di gestire con maggiore indipendenza le scelte chi li riguardano.

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