20 luglio 2022 ore: 14:08
Disabilità

Lazio, si dimette in massa la Consulta regionale per la salute mentale

di Chiara Ludovisi
La decisione come atto di protesta verso le modifiche contenute nella legge regionale del 17 giugno sui diritti delle persone con disabilità: il presidente non sarà più eletto dalla Consulta, ma dal Consiglio regionale, “in assoluta discrezionalità”. Unasam: “Sconcerto e indignazione, scelta autoritaria”
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ROMA – Si è dimessa in massa la Consulta regionale del Lazio per la Salute mentale: la decisione nei giorni scorsi, come atto di protesta verso le modifiche apportate dal Consiglio regionale alla legge istitutiva della Consulta stessa. Modifiche contenute nella Legge Regionale del 17 giugno 2022, n.10 “Promozione delle politiche a favore dei diritti delle persone con disabilità”: l'articolo 19 stabilisce infatti che il presidente della Consulta stessa non verrà più eletto dai membri della Consulta ma nominato dal Consiglio regionale in assoluta discrezionalità, scegliendo in una rosa di nominativi di esperti, senza graduatorie di merito o attribuzioni di punteggio. “Così l’associazionismo degli utenti, delle famiglie e del volontariato viene privato del diritto ad esprimere il proprio voto, torna ad essere subalterno ai tecnici (psichiatra, psicologo, ecc) e si riporta l’ambito della salute mentale alla cultura e alla situazione antecedente la legge 180/1978 – commenta Daniela Pezzi, presidente dimissionaria - Con l’entrata in vigore della nuova legge, la Consulta regionale per la salute mentale viene di fatto invalidata nelle sue funzioni di monitoraggio, rappresentanza e tutela, i membri considerati disuguali e alcuni incapaci di 'piena partecipazione'. Non potendo accettare come regola costitutiva di una Consulta la disuguaglianza, l’inferiorità, l’inadeguatezza e la sottomissione acritica, ho rassegnato le mie dimissioni, seguite da quelle di tutti i membri, che hanno espresso sconcerto e dolore per la deriva assistenziale e valoriale che l’amministrazione regionale mostra ormai da troppo tempo”.

“Sconcerto e indignazione” sono stati espressi anche da Unasam: “Fino ad oggi, come è ovvio e giusto, le associazioni che fanno parte della Consulta eleggevano al proprio interno il/la Presidente che ne rappresentava le istanze. Con la nuova norma, a presiedere la Consulta sarà invece un 'esperto' di nomina politica. Per questo, tutte le associazioni della Consulta hanno scelto di dimettersi per denunciare l'autoritarismo di questa scelta. La nuova norma ha il preciso intento di colpire l'attuale Presidente, Daniela Pezzi che ha goduto per anni della fiducia di tutte le associazioni a partire da quelle dei familiari dei pazienti”. Secondo quanto denunciato da Unasam, “la presidente si è 'macchiata' della grave colpa di aver criticato le scelte dell'amministrazione Zingaretti caratterizzate da tagli, privatizzazioni, carenze di personale e strutture, e utilizzo diffuso di modalità contenitive che ricordano l'epoca precedente alla Legge 180. La Consulta e la sua presidente si sono opposti ottenendone la cancellazione alla scandalosa Delibera che scaricava il costo economico delle rette delle strutture residenziali sulle famiglie ed ancora alle scelte nefaste sul riutilizzo dell'ex Ospedale Psichiatrico S.Maria della Pietà, rivendicando il rispetto delle norme nazionali che imporrebbero la messa a reddito degli ex O.P. per finanziare i servizi territoriali di salute mentale. Insomma, una grande esperienza di partecipazione democratica del mondo associativo che ha difeso strenuamente i diritti dei pazienti e le conquiste della legge 180 a fronte di un'opera di smantellamento materiale e morale delle conquiste del movimento basagliano”.

Per questo, il Comitato “Si può fare” esprime la propria “solidarietà alle associazioni della Consulta ed alla sua Presidente. Si conferma ancora, purtroppo, la ferrea volontà dell'amministrazione regionale di cancellare qualsivoglia esperienza di partecipazione civile e democratica”.

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