Lazio, un minuto di silenzio in Consiglio per la morte di Satnam Singh
Il Consiglio regionale del Lazio ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Satnam Singh, il bracciante indiano morto una settimana fa in seguito a un incidente sul lavoro in un'azienda agricola di Latina.
Il minuto di silenzio è stato richiesto dal consigliere FdI, Marco Bertucci, che ha ricordato come Satnam sia "diventato il simbolo di una piaga diffusa nel corso degli anni. La Regione Lazio, tramite il presidente Rocca e l'assessore Schiboni, ha fatto bene a chiedere un appuntamento al prefetto per capire le azioni da portare avanti per combattere questa piaga, di cui si era occupato il governo nazionale nel 2016 con la legge sul caporalato voluta dall'allora governo tecnico che pure FdI".
Bertucci ha ricordato anche due leggi regionali esistenti, una su caporalato e lavoro agricolo e un'altra sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, risalenti all'ultima legislatura Zingaretti. La prima prevedeva l'istituzione "di un Osservatorio proprio in materia di agricoltura, che doveva essere istituito con decreto del presidente entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge- ha spiegato Bertucci- Quell'Osservatorio avrebbe dovuto trasmettere all'assessorato al Lavoro, a quello all'Agricoltura e alle commissioni competenti una relazione con cadenza annuale. Ma non mi risulta che ci sia stata alcuna relazione né che quell'Osservatorio sia mai entrato in funzione".
Quindi per il consigliere di FdI "basterebbe applicare le norme che ci sono e non chiederne altre. Ed ecco perché alcune polemiche sono strumentali. Morti di questo tipo non dovrebbero avere colore politico".
Morte Satnam, Bonafoni: "Vittima della Bossi-Fini"
Quello che ha portato alla morte di Satnam Singh "non lo chiamerei incidente. Lui è stato vittima di un sistema che noi stessi abbiamo provato ad arginare". Lo ha detto nell'aula del Consiglio regionale del Lazio la consigliera Pd (nonché coordinatrice della segreteria nazionale del partito), Marta Bonafoni. La quale, replicando all'esponente FdI Bertucci, ha ricordato cosa accadde nell'Assemblea regionale
quando venne approvata (nella scorsa legislatura) la legge sul caporalato in agricoltura: "Tutta l'allora opposizione regionale, che oggi e' maggioranza, non votò quel provvedimento, facemmo notte e addirittura qualcuno pasteggio' in aula con gli spaghetti: dovettero intervenire i commessi. Fu l'ostruzionismo più becero della scorsa legislatura. E' vero che il percorso delle nostre leggi si blocco', ma ci fu in mezzo una pandemia e oggi tutti dobbiamo chiedere a questa giunta di fare i passi necessari dopo questa morte talmente disumana che ha chiamato anche l'aula del Parlamento ad alzarsi in piedi con un applauso per questo giovane uomo di 31 anni".
Che per Bonafoni è "una vittima della legge Bossi-Fini, che spero avrete il coraggio di abrogare, e che in quella clandestinità vede le premesse di quella morte, come se la prevedesse. Noi abbiamo sbagliato a non abrogarla ma oggi abbiamo una proposta per superarla".
D'Amato (Az): "Regolarizzare i tanti Satnam Singh del sud Pontino"
"È necessario che la politica si occupi dei diritti di migliaia di lavoratori che vivono in condizioni di sfruttamento e che oggi sono impegnati nel sud Pontino. Questi lavoratori accettano di sottostare a condizioni disumane perché spesso le loro famiglie di origine sono indebitate con i caporali che li hanno reclutati. La politica è chiamata a intervenire per sottrarre dal ricatto e dallo schiavismo questi lavoratori. È necessaria una loro regolarizzazione ed emersione se vogliamo evitare altri Satnam Singh. È opportuno, inoltre, che sia approvata la Commissione d'inchiesta sul fenomeno del caporalato e del lavoro nero nella nostra regione. Per questo ho depositato ormai da circa nove mesi una specifica proposta di legge". Lo ha dichiarato il Consigliere regionale e responsabile Welfare di Azione, Alessio D'Amato, durante la seduta del Consiglio regionale di oggi. (RS-DIRE)