27 marzo 2014 ore: 14:18
Famiglia

Le associazioni chiedono un nuovo "patto sociale" per l'infanzia

In un documento la rete Batti il cinque! chiede al nuovo governo "un segno forte e coraggioso di discontinuità": risorse certe e la definizione dei livelli essenziali di prestazioni. Conferenza "non sia un'occasione persa"
Bambini che giocano. Girotondo

BARI - Un nuovo "patto sociale" per l'infanzia. Lo chiede in un documento presentato alla Conferenza per l'infanzia e l'adolescenza, che si e' aperta oggi a Bari, "Batti il cinque!", network nato nel 2009 nell’ambito dell’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza per coordinare associazioni e organizzazioni (Arciragazzi, Cnca, Cnoas, Cgil, Save the children, Unicef Italia) che intendevano promuovere il Piano nazionale d’azione per l’infanzia e l’adolescenza, "privato - spiegano i promotori - di due punti strategici fondamentali quali il diritto alla partecipazione dei minorenni e il sostegno ai processi interculturali a favore, anche, delle minoranze etniche rom, sinti e camminanti". 

Per la rete investire sull’infanzia (questo il titolo della Conferenza) e' un obiettivo importante che deve trovare  riscontro in politiche attive, progetti a lungo termine, garanzia di risorse certe, adeguate e durature, semplificazione dei luoghi di rappresentanza e decisionali delle politiche. Partendo dal ridare centralità "culturale e strategica" ai diritti dei minori previsti dalla Convenzione Onu.

"Per dare senso al lavoro di questi giorni e per evitare che sia una occasione sprecata, - si legge nel documento - questa Conferenza deve darsi degli obiettivi concreti: sottoscrivendo un nuovo “patto sociale” a cui attenersi e impostando una politica dell’infanzia e dell’adolescenza basata sull’esigibilità dei diritti". Il network chiede al nuovo Governo "un segno forte e coraggioso di discontinuità con le politiche precedenti" e di garantire "universalismo e giustizia sociale" nelle politiche a favore dei minori, rinunciando alla "menzogna reiterata dell’assenza di risorse", perché come dice la Commissione Europea (2013)  occorre  “investire nei bambini per rompere il circolo vizioso dello svantaggio”.

Cinque le priorità. Rilanciare il Piano nazionale per l'infanzia con copertura economica  e ripristinare l’Osservatorio, assente ormai da due anni, "che deve poter contare su adeguate risorse per il suo funzionamento". Coordinare dipartimenti e ministeri che hanno competenza sull'infanzia per garantire una governace e una regia unitaria delle politiche. Ma anche evitare la frammentarieta' e la sovrapposizione dei luoghi di rappresentanza e ascolto - dalle  diverse commissioni parlamentari al Garante nazionale, dall’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza alla Conferenza Regioni - per promuovere "un’alleanza istituzionale e con la società civile". 

Un punto su cui le associazioni insistono molto, e non da oggi, e' la definizione dei livelli essenziali di prestazione, "lavoro importante e faticoso che richiede necessariamente l’apporto di tutti". La rete Batti il cinque! e' al lavoro con il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza  per predisporre una proposta che "ha proprio la  valenza di avviare in tale ambito il dibattito e il confronto con l’obiettivo di giungere alla loro rapida definizione ed attuazione." Su tutto la necessita' di superare il sistema attuale di emergenza e taglio continuo delle risorse per arrivare a un quadro strutturato di politiche per l'infanzia  e allocazione certa di risorse. (cch)

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