4 febbraio 2010 ore: 09:54
Non profit

Le detenute di Pozzuoli producono caffè

Lazzarelle è il nome del caffè che sarà prodotto, tostato e confezionato da dieci donne ospiti dell’istituto penitenziario napoletano. L’impresa nasce dal progetto Chicco solidale, finanziato dalla regione
NAPOLI – Nasce a Napoli la prima fabbrica di torrefazione direttamente gestita dalle detenute del carcere di Pozzuoli. Lazzarelle è il nome del caffè che sarà prodotto, tostato e confezionato da dieci donne ospiti dell’istituto penitenziario napoletano, specificamente formate come esperte in tecniche di torrefazione e tostatura. L’impresa nasce dal progetto Chicco solidale, realizzato grazie a un finanziamento dell’assessorato alle politiche sociali della regione Campania del valore di 140mila euro. L’obiettivo è quello di offrire alle recluse un’opportunità di crescita professionale in modo da favorirne il reinserimento lavorativo, una volta libere.
 
Con il supporto degli operatori sociali delle associazioni Il Pioppo e Giancarlo Siani insieme alla cooperativa Officine.ecs, partner del progetto, le donne saranno impegnate dal lunedì al venerdì per 6 ore al giorno non solo nella lavorazione del caffè, ma anche nel confezionamento del prodotto in pacchetti rosa e bianchi da 250 grammi di macinato. Logo, nome e colori del prodotto confezionato dalla neonata cooperativa rosa sono stati scelti dalle stesse “lazzarelle”, che arriveranno a produrre 1000 buste al giorno di caffè. Compito ulteriore delle lavoratrici sarà quello di gestire i magazzini, pulire e curare la manutenzione di macchine e locali della casa circondariale di Pozzuoli. Il caffè, di ottima qualità, ottenuto da una pregiata miscela di chicchi provenienti da Brasile, Costa Rica, Colombia, Guatemala, India, Uganda e confezionato artigianalmente, sarà poi messo in vendita nei circuiti tradizionali e in quelli dell’economia equa e solidale.
 
“La regione Campania – ha detto ieri alla presentazione l’assessore regionale alle politiche sociali Alfonsina De Felice – è molto contenta di partecipare a questo progetto, innovativo e unico nel suo genere in Campania. E’ necessario continuare a sostenere iniziative di questo tipo affinchè non rimangano dei fatti sporadici”. Entusiasmo è stato espresso anche dal Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria Tommaso Contestabile che ha sottolineato “l’importanza di promuovere occasioni di lavoro qualificato”. E’ intervenuto all’incontro al carcere di Pozzuoli anche il presidente della Federazione Città Sociale Don Tonino Palmese che ha spiegato: “Chi dice donna dice dono non danno, perché solo le donne possono portare bellezza all’interno di posti che di bello non hanno nulla”. (Maria Nocerino)
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