22 settembre 2015 ore: 11:58
Immigrazione

Le rotte dei profughi: 300 mila dalla Grecia, 102 mila sui Balcani

Se nel 2014 la via più battuta era quella del Mediterraneo centrale nel 2015 gli arrivi si spostano verso l’area orientale. Tra le principali nazionalità dei profughi che giungono in Europa: siriani (51%), afgani (14%), eritrei (8%), nigeriani (4%), somali (3%), pakistani (3%) iracheni (3%)
Migranti. In attesa di accoglienza. Seduti a terra

ROMA - In tutto il 2014, la via del cosiddetto Mediterraneo centrale, che va dalle coste della Libia a quelle italiane, ha rappresentato la principale rotta verso l’Europa (più di 170 mila migranti hanno raggiunto la sola Italia, 4 volte di più di quello che avveniva nel 2008), soprattutto per le persone in fuga dall’Africa e dal Medio Oriente. Nel 2015 invece questi arrivi hanno coinvolto ancor più massicciamente tutta l’area del Mediterraneo, arrivando a 411.567 arrivi (dato aggiornato al 14 settembre) e riguardando in misura significativa non solo l’Italia, ma anche e soprattutto la Grecia. In particolare, quest’ultima ha fatto registrato oltre il doppio degli arrivi ne nostro paese: 288.020 persone salvate a fronte dei 121.500 dell’Italia. Infine, la rotta del mediterraneo occidentale ha registrato a fine di luglio 2015 appena 1.953 arrivi in Spagna, soprattutto di algerini, ivoriani, camerunensi, guineani. Lo dice il Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2015, presentato oggi a Roma. 

Le rotte dei migranti verso l'Europa. Fonte: Rapporto sulla protezione internazionale 2015
Grafico - Rotte dei migranti (rapporto protezione intern. 2015)

Secondo il dossier tra le principali nazionalità arrivate in Europa spiccano i siriani (51 per cento del totale), gli afgani (14%),gli  eritrei (8%), i nigeriani (4%), i somali (3%), i pakistani (3%) e gli iracheni (3%). Il rapporto sottolinea inoltre che le rotte marittime non sono le uniche attraversate dai profughi: dopo gli arrivi via mare il viaggio dei migranti prosegue via terra attraverso la rotta dei balcani occidentali. Il numero delle persone che ha passato le frontiere di questa area aveva già raggiunto il picco nel 2014 (43.360, più del doppio dell’anno precedente, soprattutto kosovari che hanno attraversato il confine serbo-ungherese). Nel 2015 questa rotta è stata protagonista di una serie di vicende che hanno riguardato i paesi che ne sono attraversati, come la Macedonia, la Serbia, l’Ungheria, e che hanno registrato un f usso di persone sensibilmente più grande, in transito dalla Grecia verso i paesi del nord Europa, Germania in primis. Secondo l’Agenzia Frontex, infatti, da gennaio a luglio 2015, oltre 102.000 persone hanno percorso tale rotta, quasi equamente ripartiti fra siriani, afghani e kosovari. 

Il rapporto sulla protezione ricorda che sono circa 2.900 le persone che hanno perso la vita tentando di attraversare il Mediterraneo. A queste vittime vanno sommate quelle dei viaggi terrestri: finora oltre 200 persone morte per asfissia, stipate nei camion, o travolte lungo le strade o le ferrovie.

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