Ledha, lettera aperta ai turisti con disabilità: "Venite a vedere Milano"
MILANO - Non sarà una città perfetta, ma Milano è accessibile. A tre mesi da Expo, la Ledha in una lettera aperta ripercorre la storia di Expofacile, il progetto in cui è protagonista l'associazione insieme a Regione Lombardia, Comune di Milano e UniCredit Foundation per preparare la città all'arrivo dei turisti con disabilità. "Abbiamo passato diversi anni a bussare, inascoltati, alle porte di tutte le istituzioni coinvolte per lanciare “l'allarme accessibilità” in vista di Expo – scrive la Lesha -. È stato Franco (Bomprezzi, presidente dell'associazione morto il 18 dicembre 2014 a Milano, ndr) ad aprire quelle porte, a indicare la strada da percorrere. Non per rendere Milano una città perfetta, ma per fare in modo che fosse comunque attenta e accogliente con tutti".
La lettera è un tributo a quanto Bomprezzi si è speso per la causa di Expofacile. Lui per primo ha saputo costruire un canale di dialogo con le istituzioni affinché il problema emergesse. La lettera comunque non indulge sui ritardi che a Milano comunque esistono: "Milano non è, tanto per essere chiari, né Stoccolma né Monaco, ma non ha molto da invidiare ad metropoli come Londra o Parigi", si legge. Nonostante le stroncature, le condanne di Milano a città off limit, la Ledha invita le persone con disabilità a venire a visitare il capoluogo durante i sei mesi di Expo: "Venire a Milano è possibile e può essere bello, divertente, interessante".La chiusa è tutta dedicata a Bomprezzi:"Cavolo, Franco quanto ci manchi. Tu saresti stato più convincente: pungente quanto basta, accogliente e benevolo oltre misura. La nostra responsabilità è continuare e portare a termine il lavoro che abbiamo iniziato insieme. Grazie a chi vorrà farlo con noi". (lb)