19 marzo 2015 ore: 12:39
Società

Legge anti-moschee, Lega: ecco perché il governo Renzi sbaglia

I cinque "falsi motivi" che hanno spinto il Governo Renzi a presentare alla Corte Costituzionale il ricorso contro la legge della Lombardia. "Sembra che chi ha fatto il ricorso non l'abbia neanche letta"
Musulmani in preghiera, islam, moschea - SITO NUOVO
MILANO - Sono cinque i falsi motivi, secondo la Lega Nord, che hanno spinto il Governo Renzi a presentare alla Corte Costituzionale il ricorso contro la legge antimoschee della Lombardia. Massimiliano Romeo, capogruppo padano in Consiglio regionale, li ha illustrati oggi al Pirellone. "Sono state fatte mistificazioni su questa legge -afferma Romeo-. Sembra che chi ha fatto il ricorso non l'abbia neanche letta". 
 
Qui di seguito i cinque punti del ricorso contestati dalla Lega nord.
1) La legge pone disparità tra le religioni. È falso perché tutte le costruzioni di nuovi edifici di culto sono sottoposte alle medesime procedure e ai medesimi requisiti.
2) Prima di costruire un luogo di culto, la comunità religiosa deve sottoscrivere una convenzione col Comune, che può revocarla. L'articolo in questione è troppo generico, perché non specifica i casi in cui il Comune può revocare. Falso, perché "maggiori dettagli saranno definiti da una apposita delibera di Giunta. In ogni caso nella convenzione si possono prevedere attività diverse da quelle religiose (per esempio, sportive o culturali). Il Comune potrà revocare la convenzione solo in presenza di attività pericolose o illecite".
3) La consulta regionale, prevista dalla legge lombarda, è incostituzionale in quanto entrerebbe nella competenza esclusiva dello Stato in materia di rapporti tra Repubblica e confessione religiosa. Falso, perché in realtà "la consulta regionale svolge di fatto un mero ruolo consultivo e di ausilio ai comuni nella corretta interpretazione della legge".
4) La legge antimoschee dà la possibilità ai Comuni di indire un referendum preventivo, qualora una comunità religiosa chieda di poter costruire un luogo di culto. Secondo il ricorso del Governo Renzi è anticostituzionale, perché non si può far dipendere l'esercizio della libertà di culto dall'esito di un referendum. Falso, perché è un referendum solo consultivo, "il Comune può tenerne conto ma anche no", sottolinea Romeo.
5) I nuovi luoghi di culto devono rispettare, dal punto di vista architettonico, il paesaggio padano. È un requisito previsto anche dalla proposta di Statuto delle moschee presentata nel 2007 dalla Coreis (Comunità religiosa islamica) italiana. "Se lo prevede l'islam moderato, perché veniamo accusati di essere islamofobi?" chiede provocatoriamente Romeo. 
 
Secondo il consigliere Fabio Rolfi, inoltre, l'espulsione di un pakistano residente a Brescia, disposta ieri dalla Prefettura, "è l'ulteriore dimostrazione che le moschee sono luoghi incrostrati di fondamentalismo". (dp)
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