22 luglio 2020 ore: 11:00
Disabilità

Legge caregiver, le sette richieste di Anffas: “Non possiamo più aspettare”

Riconoscere, valorizzare e sostenere il ruolo di questa figura, attraverso una norma dedicata: le 14 mila famiglie associate ad Anffas tornano a chiedere che si concluda al più presto l'iter normativo. Anffas ha depositato i propri emendamenti
caregiver uomo e donna anziana

ROMA – La legge per il riconoscimento e il supporto del caregiver familiare procede il suo iter: depositati gli emendamenti, i lavori continuano e Anffas, con le sue 14 mila famiglie, raccomanda di far presto. “I caregiver familiari non possono più aspettare”, ribadisce l'associazione in una nota, in cui illustra gli emendamenti che ha depositato presso l'11a Commissione del Senato, in linea con analoghe proposte di Fish e Forum del Terzo Settore. Sette, in particolare, le principali richieste di modifica.

Le sette richieste di Anffas

Primo, “ribadire che il caregiver familiare non sostituisce gli interventi, le prestazioni ed i servizi di cui può essere beneficiaria la persona assistita, ma li integra e li valorizza nell’ottica di una proficua collaborazione tra i diversi soggetti, a vario titolo coinvolti”; secondo, “costruire un contesto inclusivo e solidale, dove al centro ci sia sempre la persona, perseguendone la migliore qualità di vita possibile nel rispetto del proprio progetto individuale di vita”; terzo, “chiarire che il mettersi a disposizione per l’attività di cura da parte del caregiver deve rappresentare una scelta volontaria per concorrere, all’interno di una serie integrata di servizi, al percorso di vita della persona di cui si prende cura e carico e con l’assenso di quest’ultima”; quarto, “intervenire verso quei caregiver, in genere donne, che hanno svolto, nella loro vita, attività di cura soprattutto in un percorso di lunga assistenza, ma senza alcun concreto riconoscimento e supporto; quinto, “riconoscere il lavoro di cura prestato, garantendo anche una specifica tutela pensionistica previdenziale!; sesto, “prevedere la possibilità di optare, in alternativa, per la corresponsione di un’indennità economica”; settimo, “prevedere la tutela della salute e dell’equilibrio psico-fisico del caregiver, garantendo la possibilità di avere propri spazi, proprie necessità ed una propria vita”.

Caregiver e pandemia

In generale, per Anffas, “si deve prendere atto che non si può più attendere ulteriormente per avere una legge sui caregiver familiari, visto che anche durante l’attuale pandemia le famiglie delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e non autosufficienti sono state lasciate da sole ad affrontare un carico spesso molto al di là delle loro stesse forze. Ciò a causa della totale mancanza di una adeguata rete di servizi e sostegni”. Occorre dunque “mettere in atto una serie diversificata di soluzioni che vada dall’accesso ai servizi di sollievo appositamente dedicati ai caregiver, al riconoscimento economico e previdenziale soprattutto delle mamme che hanno dovuto, loro malgrado, abbandonare il lavoro per dedicare la loro vita ai propri cari con gravi disabilità, alla previsione ancora di sistemi assicurativi volti a garantire sia il caregiver che la persona con disabilità ed alla costruzione e sostegno di risorse informali che i territori possono attivare e promuovere, anche grazie all’attivo coinvolgimento degli enti del terzo settore e delle reti di volontariato”.

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