17 marzo 2016 ore: 12:14
Economia

Legge contro gli sprechi alimentari, Marazziti: "E' un cambiamento culturale"

La legge regolamenta il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari. Il presidente della Commissione Affari Sociali: “È la prima che interviene con incentivi e agevolazioni su tutti i punti della filiera per prevenire gli sprechi, che iniziano già con la produzione”
Sprechi alimentari. Cibo nella spazzatura

ROMA - È la prima concretizzazione su base nazionale del messaggio di Expo (“Nutrire il pianeta”) che arriva anche alle famiglie. Va nella direzione di un cambiamento culturale: l’economia sociale prevale su quella di mercato che produce profitto e spreco. Rafforza il tema della gratuità e della donazione. Sono questi secondo Mario Marazziti, presidente della Commissione Affari Sociale della Camera dei deputati, i punti di forza del disegno di legge 3191 che contiene “Disposizioni per favorire la cessione di beni alimentari alle persone indigenti e l’avvio di una campagna informativa sulla necessità di ridurre gli sprechi” che va in votazione in queste ore in aula. “Oggi abbiamo la legge 155 del 2003, la cosiddetta ‘legge del buon samaritano’, che equipara gli enti caritativi al consumatore finale in termini di responsabilità ma non interviene, dal punto di vista culturale e in modo organico, sul problema dello spreco, che inizia già con la produzione – dice Marazziti -. Questa legge è la seconda in Europa, dopo quella della Francia, che interviene con incentivi e agevolazioni su tutti i punti della filiera per prevenire gli sprechi e recuperare le eccedenze”.

Oggi in Italia si calcola che le eccedenze alimentari arrivino a 5,6 milioni di tonnellate all’anno, di cui il 57 per cento si trova presso gli operatori economici (prodotti non raccolti in agricoltura, prodotti non trasformati, prodotti non venduti e non consumati) e il restante presso le famiglie. Grazie al non profit, in gran parte cattolico, oggi 500 mila tonnellate di prodotti alimentari vengono recuperate e ridistribuite a enti caritativi che le donano a persone in difficoltà. “Il dato profondo di questa legge è che va a toccare il tema della nutrizione del pianeta, quello di Expo, e quindi la contraddizione di sistema per cui oggi nel mondo si producono alimenti per 12 miliardi di persone ma ce ne sono 800 mila che soffrono di malnutrizione – continua Marazziti – Inoltre, tocca le abitudini e i modelli culturali e mette al centro il tema della donazione. E una legge che parla di gratuità va sicuramente in controtendenza”.

Le associazioni hanno fortemente voluto questa legge, ma quale sarà il loro ruolo con la nuova normativa? “Le associazioni, rigorosamente non profit, sono individuate come gli attori della distribuzione delle eccedenze - spiega Marazziti – ed è prevista la possibilità che siano le stesse associazioni a recuperare le eccedenze in agricoltura, tra i prodotti che non vengono raccolti, per donarli agli indigenti”. In più la legge rafforza il Tavolo istituito presso il ministero dell’Agricoltura, un’esperienza concreta attraverso la quale si possono incoraggiare progetti di revisione degli imballaggi nell’ottica di una maggiore durevolezza e progetti di redistribuzione del cibo in termini di minore spreco.

L’articolo 1 stabilisce le finalità della legge, “lo Stato nell’ambito delle politiche di solidarietà sociale provvede ad attuare azioni volte a ridurre lo spreco alimentare e promuove l’attività di recupero delle eccedenze alimentari e la loro redistribuzione alle persone indigenti”. L’articolo 2 prevede semplificazioni per la cessione gratuita delle eccedenze alimentari e stabilisce che “alla distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti provvedono le organizzazioni individuate dal decreto 83/2012 convertito dalla legge 7 agosto 2012”. Viene inoltre stabilita una gerarchia che vede al primo posto il consumo umano e solo nel caso in cui le eccedenze non fossero più idonee per questo che vengano destinate agli animali o al compostaggio. Si chiarisce anche il termine di conservazione oltre la data di scadenza e si stabilisce che i prodotti della panificazione possono essere donati nelle 24 ore successive alla produzione.

Sulla prevenzione si introduce un fondo per favorire l’abitudine al non spreco anche fuori casa (family bag al ristorante, ad esempio). C’è anche un piccolo rifinanziamento del Fondo per la distribuzione agli indigenti (2 milioni di euro in più) e un fondo di un milione di euro per progetti innovativi su imballaggi riciclabili. “Personalmente, ho presentato un emendamento che dà la possibilità anche a privati e aziende di donare al Fondo per gli indigenti e godere di uno sconto fiscale”, aggiunge Marazziti. Si introduce inoltre la possibilità di recuperare vestiti usati e farmaci non scaduti. “Credo che questa legge possa portare a un cambio di mentalità e quindi pian piano anche di sistema, grazie anche a una campagna informativa di sensibilizzazione”, dice Marazziti che aggiunge: “Questo è il terzo disegno di legge della Commissione Affari Sociali che arriva in aula da giugno, non posso dire se ci sarà l’unanimità ma senz’altro abbiamo lavorato bene insieme”. (lp)

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