7 novembre 2017 ore: 15:47
Economia

Legge di bilancio, Anci: siamo in forte sofferenza, chiediamo soluzioni

"La fine della stagione dei tagli lineari ed alcune importanti riforme hanno aperto scenari per una gestione finanziaria piu' trasparente e virtuosa" pero' e' "indispensabile prestare una particolare attenzione ad alcuni fenomeni, anche indotti ...

"La fine della stagione dei tagli lineari ed alcune importanti riforme hanno aperto scenari per una gestione finanziaria piu' trasparente e virtuosa" pero' e' "indispensabile prestare una particolare attenzione ad alcuni fenomeni, anche indotti dalle riforme via via avviate, che rischiano di vanificare i risultati raggiunti e di imprimere un segno recessivo alla gestione finanziaria dei Comuni, proprio mentre si dovrebbero raccogliere i primi frutti di una piu' generale ripresa dell'economia nazionale". Cosi' Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci, nel corso dell'audizione sulla legge di Bilancio davanti alle commissioni al Senato.

Le misure da attivare "devono tenere conto dell'eredita' della lunga stagione di restrizione finanziaria e della convergenza negativa di alcuni fattori critici che sarebbe imperdonabile trascurare", sottolinea il numero uno dei sindaci. In particolare, "gli oneri per il rinnovo dei contratti del personale, gli effetti restrittivi della nuova contabilita', l'alto costo del debito, il prolungato congelamento dell'autonomia tributaria locale ed il progressivo avvio della perequazione, sono i principali elementi che concorrono a determinare una forte sofferenza negli equilibri finanziari di parte corrente, sui quali chiediamo soluzioni coerenti".

Per l'Anci e' "necessario accompagnare la crescita degli investimenti con ulteriori misure: spazi finanziari aggiuntivi, in particolare a favore dei comuni medi con significativi avanzi da smaltire, semplificazione di alcune regole contabili che ostacolano o impediscono l'utilizzo degli accantonamenti. Ci aspettiamo soluzioni all'alleggerimento del peso del debito, anche in analogia con la ristrutturazione effettuata sul debito regionale, anche per ragioni di equita' finanziaria' le modalita' di indebitamento dei Comuni e delle citta' metropolitane sono tali da impedire di usufruire della lunga stagione di bassi tassi di interesse, come invece e' accaduto per il debito pubblico nazionale".

Gli squilibri delle Citta' metropolitane richiedono "un intervento molto piu' incisivo di quanto ad oggi previsto nel ddl Bilancio, oltre a misure di finanza straordinaria che sono purtroppo ancora necessarie, in assenza di un riordino piu' stabile delle loro fonti di finanziamento". Infine "la spesa corrente dei Comuni non puo' essere ulteriormente ridotta, perche' e' ormai ampiamente depurata da poste superflue e le azioni di razionalizzazione sono gia' state attuate al fine di sostenere i servizi essenziali". (DIRE)

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