22 dicembre 2021 ore: 17:16
Non profit

Legge di Bilancio, Arci: "Altro colpo al Terzo settore. Governo apra un tavolo per definire la materia fiscale"

Afferma l’Arci: “Chiediamo alla politica attenzione verso il Terzo settore e non si capisce quale sia la strategia del governo se punta a penalizzare ancora una volta il non profit che svolge essenziali attività di interesse generale”

ROMA - “Il percorso della legge di Bilancio sta procedendo verso l’assestamento di un duro colpo al Terzo settore. Nel testo in corso di approvazione è stato infatti eliminato l’intero emendamento sulle modifiche al codice del Terzo settore. Inoltre, dopo l’unanime appello rivolto al Governo, non è stata abrogata la previsione di soggezione all’Iva per il mondo dell'associazionismo, sostituita con una proroga al 2024. Un rinvio della norma, che avrebbe introdotto l’Iva obbligatoria anche per volontariato e associazioni che non svolgono attività commerciale, che sottolinea la necessità di sbloccare una riforma del Terzo settore di cui si discute da anni, a cominciare dalle norme fiscali”. Così l’Arci, che in una nota racchiude la proprie proccupazioni per le vicende relative legge di Bilancio, in corso di approvazione, e per l'eliminazione dell’intero emendamento sulle modifiche al codice del Terzo settore e la mancata abrogazione
della soggezione all’Iva per il mondo dell'associazionismo, sostituita con una proroga al 2024.

Per l’Arci, “è urgente dare seguito alla richiesta del Forum nazionale del Terzo settore di costituzione di un tavolo con i ministeri competenti per definire insieme tutta la materia fiscale per il mondo dell’associazionismo, a partire dal regime Iva. Chiediamo alla politica attenzione verso il Terzo settore e non si capisce quale sia la strategia del governo se punta a penalizzare ancora una volta il non profit che svolge essenziali attività di interesse generale. Deve essere recuperata la visione rispetto al ruolo del Terzo settore, nel solco tracciato dalla Corte costituzionale e più volte ripreso dal Presidente della Repubblica”.

“Colpire il Terzo settore – conclude Arci - significa colpire un fondamentale presidio di coesione sociale e tenuta delle comunità, ancora più indispensabile in questo periodo in cui dobbiamo affrontare anche le conseguenze sociali della pandemia”.
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