16 ottobre 2013 ore: 12:38
Welfare

Legge di Stabilità, interventi per 27,3 miliardi in 3 anni

Due priorità: favorire crescita e promuovere occupazione. Tra gli interventi nuova service tax al posto di Imu e Tares, gettito ai comuni. 5 per mille e fondo non autosufficienza
Soldi, euro, calcolo iva

ROMA - Il Consiglio dei ministri, terminato ieri sera alle 23.20, ha approvato due disegni di legge, su proposta del ministro Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni. Il primo contenente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilita'' 2014). Il secondo riguardante il bilancio di previsione dello Stato per l''anno finanziario 2014 e il bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016. La Legge di Stabilità per il 2014, si legge nella nota di palazzo Chigi, segna una svolta nella programmazione economico-finanziaria degli ultimi anni, realizzando le due priorita'' di politica economica del Governo: favorire la crescita e promuovere l''occupazione. Con le misure disposte nel provvedimento si avvia un percorso di riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. La spending review che verra'' progressivamente implementata nel corso del 2014 potra'' ulteriormente contribuire a individuare le razionalizzazioni della spesa con le quali finanziare ulteriore riduzione della pressione fiscale. Al tempo stesso si interrompe una attitudine a privilegiare i tagli alla spesa in conto capitale rispetto ai tagli alla spesa in conto corrente e quindi si aumentano le risorse finanziarie per effettuare investimenti, sostenendo anche cosi'' le potenzialita'' di crescita di cui si registrano da qualche tempo i segnali. Inoltre vengono destinate risorse per le politiche sociali adeguate a sostenere le fasce piu'' deboli della popolazione e aiutarle ad affrontare gli effetti della prolungata crisi, che tuttora si avvertono.

Nel dettaglio, la Legge di Stabilita'' prevede interventi per 27,3 miliardi di euro nel triennio 2014-2016, di cui 11,6 nel solo 2014, così suddivisi: - 14,6 miliardi nel triennio per sgravi fiscali (rispettivamente 9 per le famiglie e 5,6 per le imprese); i 3,7 miliardi del 2014 sono destinati per 2,5 miliardi alle famiglie (1,5 riguardano l''Irpef) e per 1,2 miliardi alle imprese; - 11,2 miliardi nel triennio per azioni sociali, progetti di investimento, impegni internazionali, di cui 6,2 in conto capitale; per il 2014 si prevedono 6,4 miliardi; - 1,5 miliardi per investimenti a livello locale e la restituzione di debiti commerciali di parte capitale. Questi interventi sono stati programmati con soluzioni che consentono di rispettare l''impegno di contenere il deficit nell''ambito degli obiettivi comunitari e invertire la tendenza del debito pubblico. Infatti per le coperture degli interventi programmati nel 2014 che producono minore gettito o maggiori spese, vengono reperite risorse per 3,5 miliardi da tagli alle spesa, per 1,9 miliardi da interventi fiscali privi di effetti depressivi sull''economia, per 3,2 miliardi da dismissioni, rivalutazioni, cespiti e partecipazioni, trattamento perdite. La differenza tra il costo degli interventi e le risorse reperite a copertura degli stessi comporta il raggiungimento del deficit programmato (pari al 2,5% del PIL, superiore quindi di 0,2 punti percentuali rispetto al tendenziale registrato dal Documento di economia e finanza dell''aprile 2013).  

Interventi per persone, famiglie e società. Riduzione dell''Irpef per i lavoratori .Disposizioni in favore degli esodati. Rifinanziamento della Cassa Integrazione Guadagni. Nuove misure contro la povertà. 5 x 1000 Fondo per le politiche sociali. Fondo per la non autosufficienza. Finanziamento del Fondo per le Università. Potenziamento della Protezione Civile e Piano per la difesa del suolo.

Interventi per le imprese. Riduzione del costo del lavoro per le imprese Detrazione dell''Irap per i nuovi assunti Potenziamento dell''ACE (Aiuto alla Crescita Economica) Rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni Incremento del Fondo di garanzia per le PMI Incremento del Fondo di sviluppo e coesione Stop all''aumento IVA per le imprese sociali Rifinanziamento del Fondo per i contratti di sviluppo Rifinanziamento del Fondo per la crescita sostenibile.

Investimenti. Allentamento dei vincoli del Patto di Stabilita'' per i Comuni Completamento del sistema Mose di Venezia Fondi ANAS per le Infrastrutture e Salerno-Reggio Calabria Manutenzione straordinaria delle Ferrovie e velocizzazione del Corridoio Adriatico Ricostruzione dell''Aquila Trasporto pubblico locale Ecobonus e ristrutturazioni edilizie

Nuova service tax. Con la Legge di Stabilità 2013 arriva il riordino del sistema di tassazione locale che pone l''Italia in linea con gli standard europei. Al posto di l''Imu e Tares si istituisce una tassa sui servizi municipali il cui gettito andrà interamente ai Comuni. La nuova Service Tax avrà due gambe: La tassa che serve a coprire i costi del servizio di raccolta rifiuti. È calcolata in base ai metri quadrati o alla quantita'' di rifiuti e la versa chi occupa l''immobile. La tassa sui servizi indivisibili offerti dai comuni. È calcolata sui metri quadrati o sul valore catastale ed e'' pagata dai proprietari. La Service Tax e'' piena autonomia: una tassa locale pagata ai Comuni per pagare i servizi dei Comuni. 

Cofinanziamento dei fondi strutturali europei 2014-2020 La Legge di Stabilita'' stanzia significative risorse per il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi europei e nazionali per le politiche di coesione territoriale, impegnando il governo a fare la propria parte per i prossimi anni in modo strutturato con il concorso di Ue e regioni. In particolare, si stanziano: 24 miliardi di euro di quota di compartecipazione nazionale (che si aggiungono ai quasi 30 miliardi di fondi strutturali UE); ulteriori 55 miliardi per il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (ex Fondo Fas), di cui l''80% in favore del Mezzogiorno. In totale si arriva quindi a circa 110 miliardi di euro nei prossimi sette anni per le politiche di coesione territoriale. (DIRE) 

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