4 luglio 2018 ore: 14:19
Disabilità

Legge sul dopo di noi, 2 anni dopo. Anffas: “Ancora lontani dal diritto a scegliere”

Il presidente Speziale: “Manca una adeguata infrastrutturazione sociale e c’è l’incapacità del sistema di redigere, nel rispetto della legge, il progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 328/2000”. Un documento per orientare le istituzioni competenti
Dopo di noi, famiglia con donna disabile - SITO NUOVO

ROMA - A due anni dall’entrata in vigore della legge 112/2016 sul “dopo di noi”, a che punto è la sua attuazione? “La legge 112 fa espresso richiamo all’articolo 19 della convenzione Onu  - ha ricordato poco fa al seminario promosso a Roma da Uniamo Fimr Roberto Speziale presidente di Anffas - che riconosce il diritto a tutte le persone con disabilità di scegliere dove e con chi vivere. Per garantire questo diritto è di fondamentale importanza pianificare il “dopo di noi” nel “durante noi”, tenendo conto dei desideri aspettative e preferenze delle persone con disabilità e dei loro familiari. Gli stessi vanno adeguatamente supportati e sostenuti lungo tutto il percorso e nella predisposizione ed attuazione del progetto individuale di vita redatto ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 14 della legge 328/2000”.  Proprio Anffas, con la sua Fondazione nazionale Dopo di noi Anffas onlus, denuncia: “Siamo ancora lontani dal rendere pienamente esigibile il diritto per le persone con disabilità di poter scegliere dove, come e con chi vivere e, per i loro genitori e familiari, di poter guardare con serenità al futuro”.

Nel documento di analisi e posizionamento, curato dalla Fondazione Nazionale Dopo di Noi Anffas Onlus, Anffas vuole dare un suo contributo al dibattito sull’argomento, cercando di mantenere alta l’attenzione su un tema che riguarda direttamente le persone con disabilità e le loro famiglie. E lo fa cercando di rispondere  a poche ma puntuali domande, in attesa della seconda relazione alle Camere da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali relativamente allo stato di attuazione della legge 112/16: qual è l’impatto che la legge sta avendo sulla vita materiale delle persone? A che punto sono gli interventi attuativi della legge nelle varie Regioni italiane?

La legge impone un cambiamento radicale di prospettiva  - argomenta Roberto Speziale - e, si legge nel documento, “ri-definisce e soprattutto ri-colloca la prospettiva esistenziale delle persone con disabilità all’interno di una cornice di piena cittadinanza e inclusione sociale… la legge 112 non è la legge sul Trust o sulle Assicurazioni ma è la legge che garantisce, tramite la corretta predisposizione del progetto individuale, il diritto delle persone con disabilità a poter scegliere dove, come e con chi vivere!”. Tra le sue 169 associazioni Anffas ha rilevato, attraverso una recente ricerca empirica svolta dalla Fondazione nazionale Dopo di Noi Anffas Onlus, una forte volontà nel fare propria questa nuova normativa, però “emergono chiaramente ritardi ed approssimazioni, nell’attuare questo cambiamento, da parte di chi ne è preposto”. Difficoltà, a parere di Anffas, dovute soprattutto alla mancanza di una adeguata infrastrutturazione sociale nonché all’incapacità del sistema di redigere, nel rispetto della legge, il progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 328/2000. (ep)

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