7 agosto 2020 ore: 16:59
Non profit

Libano, Missioni don Bosco accoglie gli sfollati e fornisce cibo

Facendo base a Jbeil, a 37 chilometri dalla capitale, i salesiani danno casa e assistenza a chi ha perso familiari, tetto e lavoro in seguito all'esplosione del 4 agosto scorso a Beirut

ROMA - Facendo base a Jbeil, a 37 chilometri dalla capitale, i salesiani danno casa e assistenza a chi ha perso familiari, tetto e lavoro in seguito all'esplosione del 4 agosto scorso a Beirut.

Come fa sapere Missioni Don Bosco in una nota, è stata lanciata in queste ore una campagna straordinaria (https://progetti.missionidonbosco.org/progetti/cure-medicine-e-accoglienza-per-le-famiglie-di-beirut) per una raccolta fondi mirata all'aiuto sanitario e alimentare ma anche all'assistenza psicologica per i bambini rimasti sotto shock. Sono state già individuate 80 famiglie alle quali i salesiani hanno iniziato a portare concreto soccorso.

I salesiani hanno attivato un filo diretto con il responsabile in loco, don Simon Zakerian, per rimanere aggiornati sulla situazione e sulle misure che vengono intraprese. In particolare, gli operatori stanno portando soccorso alla popolazione mediante accoglienza dei senza tetto, sostegno per le cure medico-ospedaliere e soccorso alimentare.

I Figli di Don Bosco sono attivi nel distretto di Jbeil (l'antica Biblo) a circa 37 chilometri a nord della capitale con opere - nelle località di Al Fidar e di El Houssun - che comprendono chiesa, cappella, casa di accoglienza, centro giovanile e oratorio, e un centro di formazione professionale di eccellenza di rilievo nazionale. Sono presenti nel Paese dalla seconda metà del secolo scorso. Negli ultimi anni - si legge ancora - la loro attività si è rivolta in maniera speciale verso i profughi provenienti dall'Iraq, in gran parte cristiani caldei. Molti di questi vivevano o svolgevano attività commerciale nell'aerea colpita.

In questa emergenza il soccorso è stato allargato alle vittime della potentissima esplosione, profughi (anche dalla Siria) e residenti libanesi che hanno subito perdite: familiari, casa, lavoro.

"Per un Paese già sull'orlo del collasso economico questa tragedia sarà un altro durissimo colpo" ha affermato il presidente di Missioni Don Bosco, Giampietro Pettenon. I salesiani libanesi rilanciano poi un appello alla solidarietà internazionale: "Se da molti si leva un grido di disperazione e di rabbia, noi lanciamo un grido di speranza, guardando soprattutto ai giovani libanesi, pieni di risorse e intraprendenti", ha concluso Pettenon. (DIRE)

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