1 febbraio 2020 ore: 11:38
Immigrazione

Libia, “chiudere il memorandum della vergogna”: appello di Arci

Miraglia: “Il Memorandum firmato nel 2017 da Minniti aveva un chiaro scopo propagandisco: fermare le partenze spacciando respingimenti e blocchi come un modo per ridurre le morti quando invece centinaia di uomini, donne e bambini morivano nei lager lontano dai nostri occhi”

Filo spinato, carcere libia, migranti - SITO NUOVO

ROMA – Sulla Libia, Arci chiede al governo un decisivo gesto di rottura: stralciare quello che definisce il “memorandum della vergogna”, siglato nel 2017 da Minniti con “un chiaro scopo propagandisco: fermare le partenze spacciando respingimenti e blocchi come un modo per ridurre le morti quando invece centinaia di uomini, donne e bambini morivano nei lager lontano dai nostri occhi e raccontare di combattere i trafficanti, quando, in realtà, li finanziavamo e fornivamo loro strumenti e risorse”.

Ora, dopo la chiusura del centro di Tripoli dell'Unchr per ragioni di sicurezza, la Commissaria del Consiglio d'Europa per i diritti umani, Dunja Mijatovic, chiede al governo italiano di sospendere la collaborazione con la cosiddetta guardia costiera libica. Ed è proprio quello che “le associazioni chiedono da mesi – ricorda Filippo Miraglia dell'Arci - per fermare una palese violazione dell'art.33 della Convenzione di Ginevra, che vieta i respingimenti verso Paesi non sicuri come la Libia. Come testimoniano i verbali di proscioglimento dei responsabili della Mare Jonio, resi pubblici dal Tribunale di Agrigento in questi giorni – rammenta ancora Miraglia - la nostra Marina, quindi il governo italiano, ha diretto le operazioni di cattura e rientro nei lager dei profughi in fuga, operando, proprio attraverso la cosiddetta guardia costiera libica, dei veri e propri respingimenti.

In Libia c'è una guerra e le condizioni sono insostenibili: le testimonianze e le denunce su quanto avviene sono oramai note a tutti. Si tratta di crimini contro l'umanità”, denuncia Miraglia.

E gravi sono in questo momento le responsabilità del nostro Paese e del suo “memorandum”, visto che “l'Italia ha regalato alla Libia 45 mezzi navali in solo tre anni: motovedette usate per respingere i migranti che potrebbero trasformarsi facilmente anche in strumenti di difesa – osserva l'Arci - In questo modo si è di fatto alimentato il conflitto, schierando l'Italia con uno dei contendenti, ostacolando il dialogo e finanziando la parte delle milizie che gestiscono la cosiddetta guardia costiera libica. Quanto tempo ancora intende perdere il nostro governo, raccontando una realtà che non esiste e rendendosi responsabile di delitti e orrori che ricordano i periodi più bui della storia europea passata e recente? - domanda l'associazione - Non possiamo più aspettare. Questa strage davanti agli occhi di tutto il mondo va fermata adesso”.

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