4 maggio 2014 ore: 12:38
Immigrazione

Libia, "migliaia di migranti aspettano di partire, in mano a bande criminali"

Le testimonianze raccolte da Chaouki (intergruppo immigrazione), oggi in visita ai centri d'accoglienza siciliani. "A Pozzallo situazione tornata alla normalità, con 400 ospiti circa. Ma tutti preoccupati per chi è ancora in Libia. Mare Nostrum orgoglio italiano, ma serve Piano europeo di accoglienza”
Riccardo Venturi/contrasto Campo profughi, rifugiati, tra Libia e Tunisia

ROMA - “Le condizioni nel centro di Pozzallo sono in questo momento ordinarie e agli ospiti è garantita la massima libertà di scelta rispetto all'identificazione”: sono rassicuranti le dichiarazioni appena rilasciate a Redattore sociale da Khalid Chaouki, che in qualità di coordinatore dell'intergruppo parlamentare sull'immigrazione è in visita, da stamattina e fino a questa sera, presso i centri di Pozzallo, Augusta e Mineo. “Abbiamo deciso di effettuare questa visita – dichiara – per via dell'incremento di flussi che si è verificato in questi giorni: obiettivo principale è verificare le condizioni di accoglienza di migliaia di profughi portati qui grazie all'operazione Mare nostrum, che sta garantendo la sicurezza delle persone che cercano di arrivare in Europa”.

pozzallo dormitorio

A Pozzallo “situazione ordinaria”. E' quanto ha rilevato Chauki visitando il centro, “che in questo momento ospita circa 400 persone. Il governo infatti ha accolto la nostra richiesta di non concentrare tutti gli sbarchi in questa zona: le condizioni quindi sono, in questo momento, piuttosto tranquille, gli ospiti sono qui da pochi giorni, minori e donne sono affidati a strutture temporanee: tutto ciò non era possibile solo pochi giorni fa, quando i grandi numeri non consentivano un'accoglienza specifica per i diversi bisogni”. Per quanto riguarda gli episodi di violenza che si sono verificati recentemente a Pozzallo, “ho interpellato le autorità di Polizia e sono in attesa di risposte formali, ma ho verificato che oggi c'è libertà. Mi è stato assicurato che non si impone l'identificazione forzata, ma viene lasciata la massima libertà a chi (la maggior parte) non voglia sottoporsi a identificazione, perché intende continuare il suo viaggio.

chaouki a pozzallo

Piano europeo di accoglienza. Altro obiettivo della visita è “raccogliere la richiesta di aiuto che arriva dalle comunità locali, dai sindaci e dalle associazioni e chiedere a da qui con forza un Piano europeo di accoglienza: non si può lasciare solo all'Italia quest'onere, soprattutto alla luce del fatto che la maggior parte di queste persone chiede di arrivare in altri Paesi”. La richiesta va rivolta però “anche alle altre regioni e a tutti i sindaci d'Italia, perché condividano le difficoltà che la Sicilia, da sola, non può sopportare. L'appello è che tutte le regioni solidarizzino, anche con piccoli numeri: non possiamo pretendere solidarietà da Bruxelles o Berlino, quando troppi comuni italiani ancora non si fanno carico della missione di accoglienza”.

BOX Previsioni per il futuro. “In Libia ci sono migliaia di persone che aspettano il loro turno: è quello che mi hanno testimoniato molti ospiti che ho intervistato qui a Pozzallo: non si tratta solo di centrafricani, ma anche di pakistani e siriani. Tutti sono molto preoccupati per le persone lasciate in Libia, dove ci sono condizioni durissime, violenze e continue minacce. Mancando infatti uno Stato in Libia e un interlocutore ufficiale, i flussi sono alla mercé di bande criminali e gruppi armati, che sfruttano la disperazione in un clima di grande paura”.

Orgogliosi di Mare nostrum. “Penso che dobbiamo andare orgogliosi di Mare nostrum – afferma Chaouki – e trovo vergognoso che alcuni partiti ancora neghino questo diritto fondamentale alla vita dei rifugiati. Critichiamo quindi con forza chi ancora cerca di strumentalizzare la situazione in campagna elettorale e continua, nonostante le sanzioni della Corte europea, a fare propaganda contro questa operazione: uno sforzo straordinario per l'Italia, che ci dà la credibilità giusta in vista del semestre europeo”. (cl)

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