20 aprile 2015 ore: 11:10
Immigrazione

Libia, Renzi: "L'Italia chiederà all'Europa di affrontare il tema in modo più serio"

Il premier intervistato da Rtl 102.5: "In questo momento intervenire in Libia con forze internazionali in terra ferma è un rischio assolutamente eccessivo. Non possiamo pensare di mandare decine di migliaia di uomini senza una strategia, sull'onda dell'emozione"
Libia. Militare con armi

ROMA - "Tutte le italiane e gli italiani pensano che quando c'è un paese come la Libia dove rischi che ti taglino la testa e quindi sei costretto a fuggire e muori in mare in quel modo, innanzitutto c'è il sentimento di cordoglio, di dolore. Rimaniamo umani, partiamo da questo". Così il premier Matteo Renzi, intervistato da Rtl 102.5. "L'Italia, comunque la pensiamo, è un paese di civiltà. Questo è il primo punto", aggiunge. 

"Io ho chiesto che l'Europa giovedì, dopo aver fatto riunioni su tutto, anche sul pesce palla, dedichi un Consiglio europeo al problema dei migranti".

Sulla Libia il premier afferma: "In questo momento intervenire in Libia con forze internazionali in terra ferma è un rischio assolutamente eccessivo. Si parla di peace keeping, ma lì non c'è la pace". "Non possiamo pensare di mandare decine di migliaia di uomini senza una strategia, sull'onda dell'emozione. Escludo la possibilità della presenza di uomini di terra, in questo momento".

"La comunità internazionale non ha avuto una visione, una strategia sulla Libia dopo la caduta di Gheddafi", prosegue Renzi. Il governo italiano "chiederà al Consiglio europeo e all'Europa di affrontare il tema della Libia in modo più serio. Il mare è una brutta bestia, non riuscirai mai a militarizzarlo tutto. La gestione non può essere solo nel mare", aggiunge il premier. I risultati dell'inviato internazionale per la Libia "non sono positivi e definitivi". "Lì ci sono delle tribù, se riusciamo a farle dialogare per la pace, la Libia ha un futuro".

"Il blocco navale in acque internazionali significa far fare il taxi agli scafisti. Ditelo a quelli che lo propongono". "Diverso il ragionamento - aggiunge - se potessimo farlo in acque territoriali libiche. Ma ci vuole un accordo internazionale, e soprattutto un accordo con il governo libico, che tuttavia è diviso. O altrimenti dovremo dichiarare guerra, ma si può fare?".

"La magistratura sta indagando se lo scafista è tra i sopravvissuti". "Se riusciamo ad arrestarlo avremo arrestato 977 scafisti". (DIRE) 

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