Libia, Tavola della pace: "Né indifferenza, né isteria"
ROMA – La Tavola della pace si esprime riguardo le recenti dichiarazioni sull’intervento dell’Italia in Libia, commentando favorevolmente le parole del Premier. “Siamo contenti che lo abbia detto anche Matteo Renzi: “Non si può passare dall’indifferenza all’isteria!” Non è serio né utile: è dannoso! Eppure è accaduto ancora una volta davanti alla tragedia libica e alle nuove minacce del cosiddetto Stato islamico. Dopo un lungo periodo di noncuranza accade qualcosa che colpisce direttamente le nostre emozioni, risveglia quel che resta del nostro senso del pericolo e provoca una reazione scomposta, isterica. Ed è come una bomba d’acqua che si scarica su di noi con smisurata violenza bellicista. “L’Isis ci minaccia ma noi siamo pronti a combattere” “Serve un intervento militare in Libia” “La guerra è alle porte e l’intervento è diventato urgente” “Alla guerra come alla guerra” “Se in Afghanistan abbiamo mandato a combattere 5 mila uomini, in un paese come la Libia che ci riguarda molto più da vicino la nostra missione sarà ancora più impegnativa”. L’isteria è una malattia che deforma la realtà, produce contorsioni, deliri, angosce e nuovi conflitti – continuano dalla Tavola della pace -. E quando colpisce alcuni dei responsabili delle istituzioni, della politica e dell’informazione fa molto male a tutti. Per questo dobbiamo trovare il modo di curarla”.
La Tavola propone una serie di direttive: “La tragedia libica ci dice, per l’ennesima volta, che non possiamo più permetterci di chiudere gli occhi sulle tante, troppe guerre e crisi che infiammano il mondo. Dobbiamo smettere di arrivare tardi sui problemi che ci stanno davanti e lasciare tutto nelle mani dei responsabili di tanta negligenza politica, ripetendo sempre gli stessi errori delegando agli eserciti e ai bombardamenti la soluzione dei problemi che la politica non ha saputo (o voluto) risolvere”.
E continua: “Bisogna smettere di gestire i problemi della sicurezza con le logiche e gli strumenti arcaici che anche in questi anni di crisi distruggono decine di miliardi di euro dei nostri bilanci, così come smettere di difendere i nostri valori e interessi in un mondo così complesso e veloce senza dotarci di una visione politica, risorse finanziarie, personale qualificato e strutture adeguate”. Inoltre chiede di non “Trattare l’Onu come un “quadro” o una “cornice” da invocare un giorno e ignorare l’altro senza mai metterla nelle condizioni di agire come dovrebbe, così come di invocare l’Europa e non avere un progetto per costruirne una migliore, di trattare il Mediterraneo come il confine meridionale dell’Europa e poi pretendere che gli altri non facciano altrettanto”.
La Tavola della pace chiede di contrastare “Un sistema d’informazione che ci acceca e non ci aiuta a capire, che tollera chi strumentalizza politicamente i drammi, l’insicurezza e le paure di tante persone fomentando odio, disprezzo e divisioni. Se vogliamo uscire da questo incubo cominciamo col mettere al bando l’indifferenza e l’isteria. Usiamo l’intelligenza”.