22 maggio 2017 ore: 11:43
Disabilità

Lingua italiana dei segni, la legge è in discussione: la preoccupazione di Ens

Soddisfazione ma anche apprensione per la legge che dovrebbe portare al riconoscimento della Lis. Per l'Ente nazionale sordi, il rischio maggiore è che si manchi l'obiettivo principale: garantire autonomia e libertà di scelta. “Il testo deve passare così com'è in Commissione Bilancio”
Lingua dei segni a scuola

ROMA - E' in discussione in Parlamento la proposta di legge per il "riconoscimento della lingua dei segni italiana", ma ancora non ci sono certezze: il rischio è vengano eliminati i punti focali in commissione Bilancio. Con il testo si tenta di assicurare alle persone con disabilità uditive tutti i servizi e gli strumenti che possano garantire inclusione sociale in ogni ambito della quotidianità. Esattamente come per immigrati e istituzioni esiste un servizio di traduzione, allo stesso modo si deve permettere un accesso concreto all'informazione e alla comunicazione di tutti i giorni ai non udenti. 

Un cittadino sordo ricoverato in ospedale, ad esempio, deve essere messo nelle condizioni di comunicare col personale medico: deve dunque poter disporre di un servizio di interpretariato in lingua dei segni messo a disposizione dalle istituzioni e non a carico del cittadino. E questo vale in ogni luogo pubblico: da chi va a scuola o per chi è in fila alle poste, fino ad arrivare a chi voglia fare una denuncia alle forze dell'ordine. Senza pensare a tutte le difficoltà che i cittadini non udenti incontrano nei centri per l'impiego, mancando i servizi di traduzione italiano/LIS e creando così inutili barriere che potrebbero essere sistemate con l'approvazione del testo. 

L'Ente Nazionale dei Sordi chiede in una nota che "non venga travisato l’obiettivo primario della proposta di legge che è quello di garantire l’autonomia della persona con disabilità e il diritto alla libertà di scelta della persona sorda, sordocieca e dei loro nuclei familiari, stanziando eque risorse che consentano non solo il doveroso approccio di prevenzione e (ri)abilitazione, ma servizi concreti che migliorino la qualità della vita". L'ente esprime così "soddisfazione e preoccupazione allo stesso tempo: pur essendo una grande opportunità per la comunità dei sordi e dei sordociechi, infatti, il testo deve poter passare così com'è in commissione Bilancio, altrimenti rischia di essere svuotato delle caratteristiche più fondamentali". (Paolo Cocuroccia)

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