22 gennaio 2020 ore: 14:50
Società

Lotta alla povertà educativa, compie un anno il progetto Family Hub

di Dario Paladini
Sono state coinvolte 1.415 famiglie e 1.682 bambini in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Basilicata. Per alcune è stato avviato un percorso di accompagnamento personalizzato. Giuseppe Bruno, presidente di Cgm: "A fianco delle famiglie, per individuare i reali bisogni"

MILANO - Con i Family Hub sono stati coinvolte 1.415 famiglie e 1.682 bambini dei nidi d'infanzia e delle scuole materne in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Basilicata. Obiettivo: contrastare la povertà educativa minorile. Il progetto "Family Hub: mondi per crescere", promosso dall'impresa sociale "Con i Bambini" compie il suo primo anno di attività. Molti dei genitori hanno potuto seguire iniziative organizzate nell'ambito del progetto e 186 sono state prese in carico dagli operatori per un percorso di accompagnamento personalizzato. Essere al fianco delle famiglie, sostenerle nel percorso di crescita familiare e genitoriale, significa individuare reali bisogni e poter concretizzare risposte efficaci -commenta Giuseppe Bruno, presidente di Cgm, il consorzio partner del progetto -, affinché si estenda l’accessibilità a tutti i livelli e si creino le condizioni per uno sviluppo sociale e culturale delle future generazioni. Intervenire sulla povertà educativa riduce i fattori di rischio che possono, nel tempo, divenire fragilità in età adulta.”

I comuni in cui ci sono gli otto sportelli del Family Hub sono: Torino, Forlì, Calenzano, Orbetello, Castelnuovo, Zagarolo, Policoro e Potenza. Per Claudia Calafati, direttrice area educazione del Gruppo Cooperativo Co&so, “nel progetto ‘Family Hub: mondi per crescere’ è interessante notare come il partenariato coinvolto, numeroso ed espressione di competenze e caratterizzazioni territoriali differenti, sia in grado di creare reti e legami che mettono insieme pubblico e privato sociale, cultura ed educazione, sociale e sanitario, consapevoli che nello scambio tra modelli e strumenti differenti è possibile promuovere un welfare comunitario generativo”.

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