Lotta contro la tortura, passi indietro con il nuovo parlamento europeo?
BRUXELLES - Il nuovo Parlamento Europeo, risultato delle elezioni dello scorso maggio che hanno visto la crescita di euroscettici, conservatori e partiti più o meno apertamente xenofobi, rischia di porre meno attenzione sul rispetto dei diritti fondamentali di cinquecento milioni di cittadini UE, per non parlare degli immigrati. A lanciare l’allarme è l’International Rehabilitation Council against Torture (IRCT), che sottolinea come la nuova assemblea di Strasburgo potrebbe anche inficiare i progressi fatti per quanto riguarda una maggiore sensibilizzazione, a livello europeo, sulla necessità di abolire ogni forma di tortura.
Secondo Elena Zacharenko, consigliere politico dell’Irct a Bruxelles, “lo scenario che ci si presenta con il nuovo Parlamento è diversissimo da quello della passata legislatura. I conservatori hanno visto aumentare la loro quota di eurodeputati, collocandosi come gruppo al terzo posto, dopo socialisti e popolari, mentre prima erano quinti. In questo modo, hanno scalzato dalle posizioni di egemonia, che significano più possibilità di ottenere presidenze delle commissioni e quindi di stabilire l’agenda dei dossier trattati dal Parlamento, due gruppi come i liberali e i verdi, che hanno sempre avuto una forte attenzione per il sociale e per le questioni riguardanti i diritti umani”.
Inoltre, la Zacharenko rileva come l’avanzata degli euroscettici, riuniti nel gruppo dell’Europa della Democrazia Diretta e della Libertà (Eddf), che hanno ottenuto quattordici seggi in più rispetto alla scorsa legislatura, sia dovuta all’adesione a tale gruppo del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. “Questo - spiega - per noi dell’Irct ma anche per tutte le Ong che si occupano di rispetto dei diritti umani dentro e fuori l’Ue, potrebbe rappresentare una grave minaccia ai risultati ottenuti negli ultimi anni in materia di inclusione sociale e integrazione. Ciò significa che le organizzazioni che hanno a cuore i diritti fondamentali e i gruppi politici o i singoli deputati che si sono battuti o intendono battersi per il rispetto di tutte le categorie di persone più vulnerabili, devono farlo ora con sempre maggiore impegno rispetto al passato”.
Un segno di speranza c’è, secondo la Zacharenko, ed è rappresentato dal fatto che la presidenza del Parlamento sia rimasta al socialista Martin Schulz e che siano sempre i socialisti e democratici ad aver assunto la presidenza delle commissioni più importanti per le attività dell’Irct, come quella per le libertà civili, quella per la giustizia e gli affari interni e la sottocommissione sui diritti umani.
“D’altro canto - dichiara la Zacharenko - non è chiaro chi dei quattordici vice presidenti dell’europarlamento assumerà la delega alla diffusione di una cultura dei diritti umani all’interno delle istituzioni europee stesse, una carica importantissima per i rapporti con la società civile e le Ong. E ancora - conclude - c’è il ballo delle nomine della futura Commissione Europea a presidenza Juncker. In questo senso, la scelta dell’alto rappresentante per la politica estera Ue e dei commissari all’occupazione e affari sociali, alla giustizia e ai diritti fondamentali, agli affari interni, allo sviluppo e alla salute saranno chiave per capire come il nuovo esecutivo si muoverà in materie quali l’abolizione della tortura e la riabilitazione delle vittime”. (Maurizio Molinari)