11 giugno 2015 ore: 17:10
Salute

Ludopatia, per il 3% degli italiani gravi conseguenze

Gli ultimi dati del Ministero della Salute parlano di un 54% della popolazione italiana che gioca. Le stime indicano percentuali comprese fra l'1,3 e il 3,8% della popolazione generale come giocatori problematici e un totale di giocatori pato...

Roma - Gli ultimi dati del Ministero della Salute parlano di un 54% della popolazione italiana che gioca. Le stime indicano percentuali comprese fra l'1,3 e il 3,8% della popolazione generale come giocatori problematici e un totale di giocatori patologici che varia fra lo 0,5 ed 2,2%. Come si intuisce, i dati sono piuttosto vaghi (per i giocatori patologici le stime variano da 300 mila ad 1,3 milioni), ma quel che e' certo e' che fra giocatori problematici, patologici e loro famiglie, il numero delle persone coinvolte e direttamente danneggiate da questo fenomeno sta assumendo proporzioni allarmanti. Adolescenti, anziani, e disoccupati sono portatori di fattori di rischio supplementari.

Per tali ragioni Arciragazzi Comitato di Roma Onlus ha ritenuto opportuno di proporre e realizzare il progetto 'non giocarti la vita - come prevenire la ludopatia' che, con questo incontro, giungendo alla sua fase conclusiva, raccoglie i risultati ottenuti e li pone a disposizione della collettivita', degli esperti e delle Istituzioni. Il progetto sostenuto e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha previsto nel corso della stagione scolastica una serie d'incontri tra le classi quarte dell'Istituto Professionale Luigi Einaudi e esperti del settore che attraverso attivita' ludico-interattive, hanno discusso sul concetto di caso, sul rapporto fortuna-sfortuna, sul rischio di perdere il controllo del gioco e sui costi umani e sociali collegati alla sua dipendenza.

"E' stato un piacere aderire a questo percorso di orientamento per i giovani delle scuole superiori organizzato dall'associazione ArciRagazzi- afferma Claudio Dalpiaz, psicoterapeuta di Psy+ Onlus (psyplus.org) e responsabile Area Sud Progetto Orthos (orthos.biz)- Durante questi incontri, che hanno avuto come obiettivo l'informazione e l'approfondimento nei confronti del gioco d'azzardo, ma non solo, gli allievi si sono dimostrati curiosi, capaci di interrogarsi e di interrogarci in merito alle forme della dipendenza. È importante sottolineare che possiamo sviluppare problematicita' nei confronti di qualsiasi forma di azzardo (alea e posta in denaro caratterizzano questo tipo di offerta). Le caratteristiche piu' perniciose dei giochi d'azzardo sono la velocita', la ripetitivita', la disponibilita' ubiquitaria: sono comportamenti che si possono fare sempre, ovunque (in sale gioco o tramite internet), e che si possono ripetere velocemente, una giocata alle slot machines, ad esempio dura circa tre secondi; nel 10eLotto possiamo giocare 288 volte nelle 24 ore'.

 Mauro Mennuni, divulgatore scientifico del progetto, ha raccontato come ha spiegato la problematica del gioco d'azzardo ai ragazzi: 'Sono partito da zero, mi sono informato e grazie alla mediazione di Arciragazzi ho coinvolto alcuni specialisti del settore, per spiegare in maniera efficace cosa sia la ludopatia. Sin da subito abbiamo scoperto che i ragazzi non avevano assolutamente la cognizione del problema, e abbiamo avvertito da parte loro un po' di diffidenza, che pero' si e' trasformata presto in curiosita'. Il percorso formativo ha previsto la visione di video e l'esecuzione di giochi, l'accensione di discussioni e di provocazioni, che hanno facilitato la comprensione dei rischi e delle relative conseguenze. Durante le lezioni e' emerso che due studenti per classe, di circa 15 ragazzi ciascuna, sono a conoscenza di un caso di ludopatia nei loro giri piu' vicini, tra famiglia e amici stretti. Questa loro testimonianza ha reso piu' vicina questa problematica anche a chi non la conosceva, rendendola quindi chiara e affrontabile. Per i ragazzi, piu' dei numeri, forse sono state proprio le testimonianze dei loro compagni a far maturare la consapevolezza che la ludopatia e' davvero un problema e che la prevenzione e' importante, soprattutto tra i giovani".

Nell'esperienza di Dalpiaz, gli adolescenti sviluppano problematicita' soprattutto nei confronti di scommesse sportive, poker, lotterie. Tra le persone piu' anziane, invece, e' piu' frequente la dipendenza da slot machine e da gratta e vinci. In Italia esiste una slot ogni 150 abitanti circa, con una penetrazione che e' fra le maggiori al mondo; inoltre, il nostro e' il paese europeo dove il gioco online si e' maggiormente diffuso. Al momento sono ancora in stallo le proposte legislative di regolamentazione del settore, e nessun rappresentante politico sta prendendo impegni precisi in materia. Per prevenire sensibilmente i danni che derivano dall'economia dell'azzardo, sarebbe infatti necessario contrarre l'offerta dei giochi, ridurne il volume d'affari, riducendo sia gli introiti dei concessionari sia quelli dello stato.

'Le persone che giocano in maniera patologica- aggiunge il Dalpiaz- e che passano ore ed ore davanti ad un tablet o una slot machine possono certamente sviluppare patologie concomitanti anche sul versante somatico: problemi posturali, soprattutto a carico della colonna e per la cervicale, ipertensione da stress, disturbi intestinali, insonnia, che si sommano alla dipendenza e ai danni sul versante psicosociale. Inoltre, il gioco d'azzardo e' spesso correlato al tabagismo, all'uso di alcol e talvolta anche di stupefacenti. La dipendenza d'azzardo danneggia globalmente la qualita' della vita di chi ne e' vittima. Non solo le condizioni psicologiche e fisiche ne risentono, ma anche il sistema di relazioni in cui la persona vive viene sgretolato, cosa che induce un progressivo isolamento, una spirale discendente che va affrontata con l'aiuto di professionisti esperti.

 Molti fattori possono favorire lo sviluppo di dipendenza dal gioco. La familiarita' per azzardo o altre dipendenze, la presenza di disturbi d'ansia o depressivi, la carenza di una socialita' reale. Nella maggior parte dei casi l'azzardo viene vissuto in solitudine. 'I giochi che si fanno in compagnia sono invece, in genere, meno problematici rispetto a quelli solitari- specifica Dalpiaz- L'appartenenza, la co-costruzione, il fare insieme sono fattori protettivi importanti, e le amministrazioni che vogliano porre un argine al dilagare incontrollato dell'azzardo (cosi' come delle altre dipendenze) dovranno ripensare alla necessita' di garantire sul territorio spazi di socialita' libera, non mediata dal denaro, spazi culturali, solidali, inclusivi, transgenerazionali'.

Vincere ai gratta e vinci e' facile: 4 biglietti su 10 sono vincenti, ma di questi il 90% fornisce una vittoria in pareggio, per esempio 5 euro, ossia il costo del biglietto, oppure pari al doppio del valore di acquisto, per esempio 10 euro. Solo il restante 10% dei 4 biglietti vincenti puo' dare un premio maggiore. Anche aggiudicarsi un premio alle slot machine non e' impossibile: la macchina, infatti, conserva soltanto il 25% dei gettoni, mentre il 75% deve essere per forza restituito in vincite. Ovviamente si parla di media temporale, non di percentuale predeterminata giornaliera, quindi un giorno si potrebbe vincere meno del 75% di quanto si e' giocato, il giorno successivo di piu'. In questi casi il giocatore che azzarda con piu' frequenza probabilmente tornera' a casa con il 25% di denaro in meno rispetto a quello che ha giocato, cioe' sara' sempre un perdente, mentre quello che gioca una volta ogni tanto ha piu' chance di portarsi a casa una vincita.

Il gioco d'azzardo sembra essere in calo fra i ragazzi italiani tra i 15 e i 19 anni, mentre cresce invece il gioco online. Lo afferma lo studio Espad@italia2014 realizzato dall'Istituto di Fisiologia Clinica - reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari del Cnr di Pisa su un campione di oltre 30mila studenti di 405 scuole superiori del Paese. Rispetto al 2009-2011 quando la percentuale dei 15-19enni dediti abitualmente a questa attivita' era del 47%, nel 2014 si scende al 39%. In termini assoluti, sono stati oltre 900mila gli studenti che hanno giocato d'azzardo almeno una volta nello scorso anno, mentre erano circa 1,1 milioni negli anni tra il 2009 e il 2011. In lieve crescita il gioco online (dal 9% del 2013 si sale al 17% del 2014). Le regioni con le percentuali di giocatori con profilo a rischio superiori alla media sono prevalentemente al Centro Sud (Lazio Basilicata, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia) 11.5-13.2% contro l'11% del valore nazionale.

Tra i giochi piu' 'accessibili', in testa ci sono i gratta e vinci col 71% delle preferenze (ma in diminuzione rispetto al 77% del 2012): "Attualmente sono ben 60 le tipologie, diversificate per prezzo e tipo di vincita, disponibili nei posti piu' comuni e frequentati anche dai ragazzi, come i bar, gli autogrill, i supermercati o i distributori automatici installati presso i centri commerciali- spiega Sabrina Molinaro, dell'Ifc-Cnr, responsabile dello studio- In ordine di preferenza, seguono scommesse sportive (49%), bingo e la tombola (33%) e totocalcio (28%). Non mancano coloro che giocano a carte (24%) e al video poker o slot (14%). Circa tre quarti dei giovani ha speso non piu' di 10 euro nel mese antecedente lo svolgimento dello studio, mentre il 18% ha speso tra gli 11 e i 50 euro e l'8% oltre 50 euro".

Sono le regioni meridionali e il Lazio a far registrare prevalenze di giocatori nell'ultimo anno superiori alla media nazionale, con valori compresi tra il 44.8 e il 49.3%; le regioni del nord, ad eccezione della Lombardia, sono invece al di sotto (29.5-32.8%), mentre la Lombardia eil Centro, escluso il Lazio, si allineano al valore nazionale (32.9-44.7).Piu' specificamente, pero',le regioni con le percentuali di giocatori a rischio superiori alla media sono prevalentemente al Centro-Sud (Lazio, Basilicata, Abruzzo, Molise, Campania e Sicilia), 11.5-13.2% contro l'11% del valore nazionale. Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia fanno registrare valori superiori alla media di studenti che riportano un profilo di gioco definito problematico (8.1-10.1% contro 7.6% del valore nazionale). (DIRE)

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