5 febbraio 2018 ore: 15:56
Immigrazione

Macerata, “quei proiettili hanno colpiti tutti noi”. La solidarietà delle associazioni

Da Ciac onlus al Cnca, dall’Arci al Forum del terzo settore fino a Legacoopsociali, coro unanime di sdegno sull’attacco xenofobo. “Superata la linea rossa, bisogna respingere ogni violenza”

ROMA - “Quei proiettili feriscono a morte i valori e la cultura dei diritti su cui si fonda il nostro operato. E ci impegna con ancora maggior urgenza a ricostruire una civiltà dell’accoglienza, della legalità e del rispetto dei diritti umani. Crediamo e speriamo di non essere soli in questa improrogabile sfida”. Le parola di Ciac onlus, la cooperativa che si occupa di accoglienza ai migranti, ben riassumo la solidarietà che in maniera unanime dal mondo delle associazioni sta raggiungendo le vittime del raid di sabato scorso e tutti coloro che lavorano al loro fianco sul territorio.

Ciac onlus: sul terreno razzista e fascista prendono vita le azioni dei singoli. “Si potrebbe dire che il violentissimo raid sia stato l’atto di un singolo. Un criminale. O si potrebbe persino dire – come il legale di Luca Traini pare invocare – che si tratta dell’azione scellerata di una persona “non in grado di intendere e volere”. Un pazzo. Tuttavia entrambe queste letture lasciano fuori dall’inquadratura quello che oggi ci preoccupa ancora di più della strage – scrive Ciac onlus -. Ad allarmarci infatti è il terreno razzista e fascista in cui prendono vita le azioni dei singoli, azioni di per sé isolate, ma che stanno diventando sempre più frequenti in questi mesi (ricordiamo – oltre ai fatti di cronaca nazionale – l’attentato incendiario all’ex caseificio di San Michele Cavana a Lesignano, che avrebbe dovuto ospitare 8 richiedenti asilo). Un terreno alimentato dallo sdoganamento e dalla banalizzazione di ciò che dovrebbe essere tabù per la politica e per la cultura di uno Stato democratico che vanta una preziosissima Costituzione antifascista”. La strage che Luca Traini ha tentato di compiere – aggiunge la cooperativa – “può essere penalmente ricondotta a un individuo, ma interroga e colpisce ognuno di noi. Ancora più chi ha responsabilità politiche e istituzionali, chi lavora a contatto con le persone (operatori sociali, insegnanti, educatori), chi opera nel mondo della comunicazione: nessuno di noi deve voltarsi dall’altra parte, pensare che non sia compito di ciascuno nel proprio quotidiano contrastare il dilagare di ogni razzismo e ogni fascismo”.

Cnca: superata la linea rossa. “L’attentato di Macerata ha fatto emergere qualcosa di inaudita gravità. E’ stata superata una linea rossa, quella che separa il confronto/scontro tra opinioni legittime – anima della democrazia – dalla violenza indiscriminata mossa da odio e xenofobia, che non può mai essere legittimata nel discorso pubblico”. Lo dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca).“Ciò che colpisce maggiormente in questa terribile vicenda”, continua il presidente del Cnca, “non è solo l’azione di una persona mossa da un’ideologia di estrema destra, ma le reazioni che questo misfatto ha generato. Abbiamo assistito non solo alle consuete strumentalizzazioni politiche, ma a un atteggiamento più o meno esplicito di giustificazione, ad argomentazioni che ricordano il “se lo sono cercati”, all’evocazione di un fantasma ­– la ‘bomba sociale pronta a esplodere’ –, insomma a un succedersi di prese di posizioni che hanno finito per rafforzare la sensazione delirante di un’invasione ostile, nei confronti della quale ‘noi’ non potremmo non difenderci, con ogni mezzo. Diciamo da tempo che si sta scherzando con il fuoco. Ora il fuoco è arrivato, quello dei proiettili che per fortuna, questa volta, hanno fatto solo feriti. È irresponsabile da parte di determinate forze politiche continuare a fomentare un allarme che non ha alcun riscontro nella realtà, con il rischio di provocare nuovi ‘regolamenti di conti’ che scuoterebbero e destabilizzerebbero nel profondo il tessuto sociale e democratico del paese.”“Come Cnca”, conclude don Zappolini, “continuiamo a pensare che solo delle serie politiche di accoglienza – oltre un’emergenza ormai strutturale – e di sostegno al benessere sociale ed economico delle popolazioni dei paesi meno ricchi – oltre gli interessi dei gruppi dominanti in tali stati –, potranno realmente dare una risposta a una questione epocale come è quella delle migrazioni. Nemmeno bloccare i migranti nelle carceri libiche o nel deserto del Niger è una soluzione credibile, e accettabile dal punto di vista morale e politico. Le forze politiche e sociali debbono sentire questa sfida come prioritaria perché davvero è in gioco il futuro delle nostre democrazie. A Chioggia, sabato scorso, la rete Veneto accoglie, a cui aderiamo anche noi, ha promosso una bellissima marcia ‘side by side, fianco a fianco’, italiani e stranieri, per l’umanità e contro la xenofobia. Dall’1 al 3 febbraio abbiamo tenuto una winter school sull’immigrazione a Pozzallo proprio per ragionare insieme su come promuovere la convivenza e l’intercultura, visitando anche l’hotspot della cittadina siciliana. C’è un lavoro enorme da fare. Basta odio, restiamo umani.”

L’Arci aderisce all’appello lanciato dall’Anpi che convoca una manifestazione nazionale a Macerata per dire basta a tutti i fascismi e razzismi. “Non possiamo essere d’accordo con chi invita a “tener bassi i toni”, mentre è indispensabiledenunciare con chiarezza e senza ambiguità il pericoloso affermarsi con sempre maggiorefrequenza e gravità di episodi dettati dall’odio e dal razzismo – sottolinea l’Arci in una nota -.Facciamo nostre le parole della senatrice Liliana Segre, che oggi in un’intervista dichiara “Seppurdiversi i contesti storici, restano identici i meccanismi che danno vita a capri espiatori e fantasmisociali. Mi sembra di rivivere cose orribili del passato. Il tempo ha cancellato la memoria delletragedie”.Il nostro impegno è invece quello di tener viva la memoria, perché simili orrori non si ripetano maipiù. Anche per questo manifesteremo a Macerata, perché la libertà, la solidarietà, la convivenzacivile sono valori non dati una volta per sempre, ma conquiste da difendere ogni giorno.

Il Forum del Terzo Settore esprime solidarietà al Gus e condanna fermamente quanto accaduto . “La nostra piena solidarietà – dichiara la portavoce del Forum Claudia Fiaschi – va ai ragazzi colpiti da tanta brutale violenza ed al Gus, il Gruppo Umana Solidarietà, che accoglie nei suoi progetti alcuni di loro. Rivolgiamo il nostro appello, prima di tutto, alle istituzioni e alla politica perché facciano la loro parte affinché non vengano alimentate paure né tantomeno incitate forme di xenofobia e razzismo. Vorremmo non dover più assistere a simili atti di odio ma avere risposte autorevoli che mettano al centro accoglienza e rispetto dei diritti di ogni persona.” Sulla stessa scia Legacoopsociali: “Nel nome dei valori costituzionali bisogna respingere ogni violenza razzista e rivendicazione fascista senza giustificazione alcuna – ha dichiarato la presidente nazionale Eleonora Vanni - mettendo al centro le persone e i loro diritti.  Per questo ci uniamo all’appello della cooperazione marchigiana e di tutto il terzo settore affinché istituzioni e politica facciano la loro parte senza alimentare odio razziale e xenofobo nel nostro paese”.

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