10 giugno 2015 ore: 15:15
Non profit

Mafia Capitale. Danese alle associazioni: "Ripartiamo dalla parte pulita"

L’assessore alle Politiche sociali: “C’è una Roma perbene, una Roma pulita, fatta di piccole associazioni e di un mondo di cooperazione sana che si è vista le porte chiuse e la strada sbarrata per molto tempo. Ora bisogna ristabilire le regole ma anche la giustizia sociale, restituire ciò che è stato tolto e ripartire”
Francesca Danese 3

ROMA - “C’è una Roma perbene, una Roma pulita, fatta di piccole associazioni e di un mondo di cooperazione sana che si è vista le porte chiuse e la strada sbarrata per molto tempo. Ora bisogna ristabilire le regole ma anche la giustizia sociale, restituire ciò che è stato tolto e ripartire”. Lo ha detto l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Roma Francesca Danese, intervenendo oggi a Roma all’incontro organizzato da Cittadinanza attiva Lazio su Mafia Capitale, presso la sede del Cesv.

“Con alcuni di voi ho condiviso tante battaglie e per me oggi tornare qui vuol dire simbolicamente dare un senso a un lavoro pesante che sto facendo per riportare la situazione in una condizione di trasparenza, legalità e giustizia sociale. Non ci sto a chi dice che siamo tutti uguali, che voi siete tutti uguali – afferma -. Oggi stiamo cercando di rimettere insieme il puzzle, la magistratura sta facendo suo lavoro. Ma noi dobbiamo ripartire e dire la nostra: ripensare le regole sul volontariato, che non può essere trattato a partita iva”.
“Ma voglio essere chiara – ha aggiunto -: tolleranza zero sulle irregolarità, su questo non farò un passo indietro.” In particolare, spiega Danese, “stiamo cercando di ampliare le Linee guida già scritte dall’assessore Sabella introducendo un focus specifico sul volontariato, i cui servizi non possono essere trattati come l’acquisto del manto stradale”.

L’assessore ha poi spiegato che le nuove linee saranno condivise con il mondo del terzo settore. “Gran parte del mio lavoro è impegnato a pensare a regole diverse -aggiunge - ora è arrivato il momento di dare una risposta vera alla città. Dire che ci sono persone perbene che hanno voglia di mettersi in gioco. Vi invito a costruire insieme tutto questo”. L’idea è anche quella di costruire un tavolo sul tema dell’immigrazione, visto che nel territorio romano sono circa diecimila persone in accoglienza tra Sprar, Misna (minori non accompagnati) e centri: “Ci immaginiamo una sorta di Stati generali sull’accoglienza”, ha detto – mentre sulla casa stiamo andando in maniera coraggiosa: proprio oggi abbiamo chiuso un altro residence”.

Per quanto riguarda le persone che lavorano all’interno delle cooperative finite nell’inchiesta, l’assessora ha aggiunto: “mi auguro che al più presto ci sia il commissariamento delle strutture entrate nell’inchiesta perché questo permetterà di farle andare avanti con strumenti giuridici, laddove ci sono bandi fatti bene. Sono vicina, agli operatori sociali, che sono persone che hanno fatto una scelta, hanno uno stipendio di mille euro al mese, hanno scelto di fare un lavoro difficile. E non c’entrano niente con questi mascalzoni che hanno rovinato l’immagine della cooperazione sociale di tipo b che tutto il mondo ci invidiava”.

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