11 giugno 2015 ore: 17:06
Non profit

Mafia capitale. Forum terzo settore: “Indignati, serve battaglia per legalità"

Condanna “corale” sulle ultime vicende giudiziarie da parte delle organizzazioni aderenti al Forum durante l’assemblea nazionale. “Servono misure efficaci e dispositivi sanzionatori per contrastare questi fenomeni"
Mafia capitale. Banconote e polizia

ROMA – “Indignazione, rabbia e amarezza”, ma anche voglia di “avviare una riflessione che interroghi il terzo settore sui rischi di criticità in tema di legalità”. È questa la riflessione del  Forum nazionale del terzo settore in merito alle ultime vicende di Mafia capitale durante l’assemblea odierna che ha visto, oltre alle 73 reti nazionali associate, aggiungersene altre due (Aig e Amesci). Un incontro in cui si è voluto riflettere sullo “sfruttamento delle persone maggiormente discriminate, a partire dai migranti, che risultano essere i più penalizzati”, ma anche “denunciare e condannare con estrema forza i due fenomeni della corruzione e della mafia, sempre più spesso combinati tra loro e che, rafforzandosi l’un l’altro, rischiano di vanificare l’impegno e gli sforzi che tante organizzazioni e persone portano avanti con senso di responsabilità a favore delle persone più fragili”.

Secondo il Forum, le recenti vicende giudiziarie “hanno dimostrato come anche il terzo settore, con gli importanti numeri che muove, non sia immune da tali fenomeni, ma anzi alimenti interessi sempre crescenti”. Ferma, però, “la condanna corale dell’operato di quelle realtà che si rendono responsabili di azioni che tradiscono il senso e lo spirito stesso del terzo settore – spiega una nota -. Allo stesso tempo non è accettabile l’idea che si getti fango e si colpevolizzi un intero mondo che, ormai sappiamo bene, è costituito da quasi 5 milioni di volontari, un milione di occupati e oltre 300 mila organizzazioni che operano con onestà e spesso in silenzio prendendosi cura delle persone o dei beni comuni del nostro Paese. L’operato criminale di pochi non può e non deve andare a danno di tutte queste realtà”.

Doverosa, per le organizzazioni del Forum, una “battaglia per la legalità e la trasparenza, che deve essere prima di tutto una battaglia sul piano culturale e che, a cominciare dal proprio interno, porti a migliorare gli strumenti di vigilanza e monitoraggio, con la capacità di assumere i provvedimenti del caso in situazioni di criticità. La partecipazione, la democrazia e il controllo della base sociale delle organizzazioni sull’operato di dirigenti e amministratori sono un antidoto contro pratiche illegali”. Un aiuto, in questa battaglia, potrebbe arrivare anche dalla riforma del terzo settore, in discussione al Senato, “occasione per ribadire la necessità dell’istituzione di una agenzia/authority per il terzo settore che, in modo competente e strutturale, indipendente e partecipato, svolga azioni di monitoraggio e controllo”.

L’impegno del Forum, spiega la nota, è quello di “adottare, per primi, un codice di autoregolamentazione e controllo a tutela della trasparenza, legalità e rispetto dell’operato delle associazioni e nei confronti delle persone”. Per Pietro Barbieri, portavoce del Forum nazionale del terzo settore, “l’interesse verso le persone e gli esseri umani deve essere l’interesse superiore che guida il nostro agire – spiega -. Ribadiamo la nostra piena vicinanza a tutti quei migranti che rischiano di essere i più penalizzati da queste vicende”. L’assemblea, infine, ha ribadito la necessità di un “impegno comune, in particolare degli organismi di rappresentanza e delle grandi reti del terzo settore – spiega la nota -, ad adottare misure efficaci e dispositivi sanzionatori per contrastare adeguatamente questi fenomeni e salvaguardare l’identità e i valori del terzo settore, garantendo il suo pieno impegno per l’individuazione e la promozione di codici di  condotta e degli strumenti più mirati”.

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