10 giugno 2015 ore: 16:36
Immigrazione

Mafia Capitale, Gelli: “Follia sottoporre tutte cooperative ad Autorità anticorruzione”

Il deputato del Pd e presidente del Cesvot in merito agli scandali romani: E’ grave fare parallelismi tra Mafia Capitale e tutto il mondo del Terzo settore”
Federico Gelli - Cesvot

FIRENZE – “E’ una follia sottoporre tutte le cooperative italiane all’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone. E’ come se tutte le persone con gli blu venissero sottoposte ad uno screening. Così passa un messaggio errato e pericoloso; è grave fare parallelismi tra gli episodi criminali di Mafia Capitale e tutto il mondo del Terzo settore”.

E’ quanto ha detto il deputato del Pd e presidente Cesvot Federico Gelli nel corso del convegno per lanciare la campagna ‘Non sono angeli’ lanciata sul web da comunicatori, giornalisti e volontari di tutta Italia per promuovere una corretta rappresentazione del volontariato presso i media e l’opinione pubblica. “I volontari non sono né angeli né eroi ma persone normali che hanno a cuore il bene comune e si impegnano generosamente – si spiega nella campagna - in aiuto delle persone più fragili e nella tutela del patrimonio ambientale, artistico e culturale. La rappresentazione retorica e stereotipata attraverso la quale vengono raccontati, anche e soprattutto nei media, è vecchia e non veritiera. C’è bisogno di raccontare la realtà per quella che è anche al fine di promuovere il volontariato e far conoscere gli ambiti ed i problemi di cui esso si fa carico”.

La campagna #nonsonoangeli sta girando sul web ed ha avuto già numerose adesioni, fra le quali lo scrittore e giornalista Maurizio Maggiani, l’editore Fausto Lupetti e il missionario Don Giulio Albanese, che dice: “Siamo proprio convinti che i volontari siano angeli o eroi? Alla luce della mia esperienza ritengo che il volontariato debba essere “demitizzato”. Gli uomini e le donne che lo praticano, a pensarci bene, non sono dei “superman” o “superwoman”, ma persone comuni, cittadine e cittadini attivi, in alcuni casi credenti. Considerare il volontariato come un qualcosa di eroico significa, paradossalmente, legittimare la separazione tra chi vuole sporcarsi le mani per il bene comune e gli egoisti che pensano, invece, solo al loro tornaconto. La sfida dunque è culturale: il volontariato dovrebbe essere una costante laddove si cresce nella comprensione che questa umanità dolente, di cui tutti siamo parte integrante, ha un destino comune”.

 

 

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