11 giugno 2015 ore: 14:37
Non profit

Mafia capitale. Modavi: “Istituire authority nazionale del terzo settore”

La proposta dopo le ultime notizie in merito all’inchiesta romana e in vista della ripresa dei lavori sulla riforma in Parlamento. Bellucci: “Introdurre un codice per gli appalti per i servizi sociali, culturali e ricreativi”
Mafia Capitale. La protesta dei lavoratori della coop. 29 giugno

ROMA - “Rilanciamo con forza l’idea di istituire un’authority nazionale del terzo settore che assolva a funzioni di controllo e monitoraggio degli interventi, in maniera efficace e concreta”. È quanto propone Maria Teresa Bellucci, presidente nazionale del Modavi Onlus in una nota commentando le ultime notizie sull’inchiesta su Mafia Capitale e in vista della ripresa della discussione sulla riforma del terzo settore. “Esprimo tutta la mia amarezza ed indignazione nei confronti di chi specula e si arricchisce a discapito del diritto alla difesa e alla tutela dei più deboli: minori, anziani, disabili, tossicodipendenti e immigrati”, spiega Bellucci nella nota. “In un momento in cui i cittadini chiedono responsabilità e trasparenza, rimaniamo basiti dall’inspiegabile scelta del governo che ha portato alla cancellazione dell’authority durante l’iter dei lavori alla Camera”.

Oltre all’authority, però, Bellucci chiede che venga introdotto anche “uno specifico Codice degli Appalti per i servizi sociali, culturali e ricreativi, al fine di prevedere sempre procedure ad evidenza pubblica, così da garantire trasparenza e affidabilità mediante criteri di aggiudicazione quali-quantitativi oggettivi, in luogo di valutazioni troppo spesso lasciate al libero e soggettivo giudizio personale, non sempre volto alla tutela dell’interesse pubblico”. Richieste che mirano a tutelare “un immenso patrimonio composto da oltre 300 mila tra organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e cooperative sociali, 5 milioni di volontari, un milione di operatori: non possiamo permettere che la cupidigia di pochi infanghi il lavoro e l’onestà di molti”.

 

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