30 giugno 2015 ore: 16:48
Immigrazione

Mafia Capitale, operatori di nuovo in piazza: "Sfruttati e mobbizzati"

I lavoratori delle coop finite al centro dell'inchiesta saranno in presidio domani sotto il dipartimento Politiche sociali. Chiedono una diversa gestione dell'accoglienza dei migranti, più trasparenza nei bandi e il pagamento degli stipendi fermi da mesi
mafia Capitale - auto carabinieri al Campidoglio

ROMA - "Fermiamo lo sfruttamento di migranti e lavoratori". Con questo slogan tornano di nuovo a manifestare gli operatori del sociale a Roma. E in particolare, quelli delle cooperative che gestiscono l'accoglienza di migranti, richiedenti asilo e rifugiati, finite al centro dell'inchiesta Mafia Capitale. L'appuntamento è per domani sotto il Dipartimento comunale delle Politiche sociali, in viale Manzoni. I lavoratori riuniti nell'assemblea autorganizza dei lavoraori e lavoratrici dell'accoglienza (Ala) rivendicano Il pagamento immediato di  tutti gli stipendi arretrati perché "il lavoro sociale non è volontariato e il lavoro gratuito non ci piace". Chiedono inoltre, la definizione di un mansionario dell’operatore dell’accoglienza "che restituisca ai lavoratori tutta la professionalità e le competenze che investe nel suo lavoro"; la garanzia che non siano i lavoratori a pagare per la corruzione delle cooperative attraverso meccanismi di trasparenza negli affidamenti degli appalti pubblici e di erogazione dei fondi; la regolamentazione e il rispetto dei contratti e delle tutele sanitarie come clausola dirimente per accedere ai bandi da parte degli enti gestori e la trasformazione radicale del sistema d’accoglienza attraverso "il superamento dei megacentri e delle perenni politiche emergenziali, fonte primaria del business e dello sfruttamento di lavoratori e migranti". 

Per questo gli operatori sociali vogliono l'apertura di un Tavolo con Comune di Roma, Assessorato alle Politiche sociali, Prefettura e Servizio Centrale. "Gli operatori sociali dei centri per migranti, richiedenti asilo e rifugiati sono costretti a lavorare in condizioni di forte precarietà, sfruttamento e ricatto continuo - spiega Sara, dell'assemblea autorganizzata dei lavoratori dell'accoglienza - Ritardi nei pagamenti, mancanza di chiarezza sulle mansioni da svolgere, non riconoscimento delle competenze individuali, richiesta di estrema flessibilità, assenza di controlli sanitari e sui contratti sono solo alcune delle problematiche che affrontiamo ogni giorno. Criticità che esistevano già prima dell'inchiesta, ma che Mafia Capitale ha esasperato. E' giusto che la magistratra faccia il suo lavoro ma non ci sembra che ci sia un cambiamento reale sia nelle condizioni di lavoro che nella volontà politica delle istituzioni. Non c'è ancora un'idea precisa di come gestire l'accoglienza in città fuori da un'ottica emergenziale. I nuovi bandi sono stati vinti dalle stesse cooprative che hanno fatto profitti sulle spalle dei lavoratori. E intanto da mesi noi aspettiamo il pagamento degli stipendi, in tutte le cooperative siamo sotto organico. Le nostre rivendicazioni vanno di pari passo con la richiesta di dignità negli standard di accoglienza per i migranti, più si violano i diritti dei lavoratori, peggiore è il servizio per gli ospiti dei centri".

La manifestazione prenderà il via alle 10 di domani. "Vogliamo creare  uno spazio di confronto e di denuncia rispetto a condizioni di lavoro per noi inaccettabili: sfruttamento quotidiano del nostro lavoro per cui siamo costantemente demansionati rispetto alla nostra professionalità e formazione; nessuna garanzia sui contratti che nella maggior parte dei casi arrivano dopo mesi, mobbing e minacce per chi prova a mettere insieme le diverse voci dei lavoratori sparse nei diversi servizi e tenute volontariamente divise da chi non vuole nessuna forma di autorganizzazione e di tutela dei lavoratori; condizioni d’accoglienza in strutture troppo spesso inadeguate, prive di servizi e in sovraffollamento, funzionali solo a garantire profitti di qualcuno invece di tutelare diritti e dignità delle persone accolte" concludono. Oltre ai lavoratori, prenderanno parte al presidio i migranti che vivono nei centri. "Il microfono sarà aperto per tutti quelli che vorranno intervenire".

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