5 novembre 2015 ore: 15:40
Giustizia

Mafia Capitale, si allunga la lista delle associazioni che si costituiscono parte civile

Dopo Cittadinanzattiva e Libera, anche Asgi, Lunaria, Laboratorio 53 e Yo Migro hanno chiesto, all'apertura del processo, di costituirsi parte civile, presentando una memoria che offre “elementi di approfondimento su sistema di rendicontazione dei costi sostenuti dalle cooperative”
Mafia Capitale: lupa capitolina con sirene polizia

ROMA – Dopo le associazioni Cittadinanzattiva, Libera e Caponnetto, si costituiscono parte civile nell'indagine “Mondo di Mezzo” (nota come “Mafia capitale” le associazioni Asgi, Lunaria, Laboratorio 53 e Yo Migro, presenti oggi alla prima udienza del processo che vede come principali indagati Buzzi, Carminati e Odevaine. “Un'indagine che ha messo sotto accusa un'importante parte del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, dei cittadini Rom e dei minori stranieri non accompagnati – spiegano le associazioni in una nota, in cui rendono nota la propria decisione - La memoria che presentiamo al processo – aggiungono - offre alcuni elementi di approfondimento sul sistema di rendicontazione dei costi sostenuti dalle cooperative che gestiscono l’accoglienza dei migranti, sulla tipologia e sulla qualità dei servizi resi nelle strutture di accoglienza per migranti; sullo svolgimento degli accertamenti dell’età dei minori stranieri non accompagnati e dei richiedenti asilo nel comune di Roma e sulla predisposizione, sempre in via emergenziale, dei cosiddetti 'campi nomadi' nella capitale”. 

Il senso della decisione sta però anche nel voler “dimostrare come una gestione illecita del sistema di accoglienza causi un danno non solo ai singoli cittadini stranieri, destinatari di servizi di bassissima qualità, ma anche a quelle associazioni che da sempre tutelano i diritti dei migranti, dei cittadini Rom e dei richiedenti asilo e all'intera comunità – spiegano ancora - Con la costituzione di parte civile si chiede inoltre di valutare se la responsabilità economica dei danni causati ai singoli e alla collettività sia riportabile esclusivamente ai singoli responsabili delle condotte penalmente rilevanti, oppure sia anche riconducibile a quella parte della pubblica amministrazione che, seppure non penalmente responsabile, ha dimostrato di non essere in grado di gestire il bene pubblico in maniera adeguata”. 

Intanto, proprio in queste ore, anche la cooperativa sociale integrata Capodarco ha deciso di costituirsi parte civile, considerandosi “vittima del tentativo di turbativa d’asta sulla gara del Cup regionale, successivamente annullata”. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione, per chiedere “il risarcimento dei danni morali e materiali causati dalle condotte di alcuni personaggi e società invischiati nel processo di mafia capitale e che portarono all’annullamento della gara stessa. La cooperativa sociale ed Integrata Capodarco – si legge nella nota che annuncia la decisione - di cui fan parte quasi 2000 lavoratori di cui oltre 800 persone disabili, nel corso della quarantennale attività si è specializzata nella organizzazione dei servizi Cup e alla gara in questione aveva partecipato per riconfermarsi nella gestione di 10 Asl e ospedali che erano stati suddivisi nei 4 lotti di gara. L’annullamento della gara ha successivamente indotto la regione Lazio ad indire una nuova procedura di gara, le cui offerte sono state presentate lo scorso 21 settembre. La nuova gara però – conclude la cooperativa - ha tagliato in modo significativo le risorse ed il personale addetto ai servizi ed inoltre ha determinato uno svantaggio competitivo nei confronti delle ditte che detengono già la gestione dei servizi, nei confronti delle altre eventualmente subentranti”.

Anche il Forum del terzo settore del Lazio, nella persona del suo legale rappresentante e portavoce dott. Giovanni Palumbo, si è costituito parte civile nel processo. “Io rappresento 35 reti di associazioni, cooperative sociali, addetti e operatori a Roma e nel Lazio che sono stati fortemente colpiti nella loro credibilità lavorativa. – spiega Gianni Palumbo – Abbiamo dato incaricato all'Associazione Centro di Iniziativa per la Legalità Democratica di Roma di rappresentare, difendere e costituire il Forum Terzo Settore del Lazio come parte civile in questo procedimento, al fine di ottenere l'integrale risarcimento dei danni patrimoniali e morali, subiti a causa delle condotte delittuose degli imputati. Ci sono persone che non hanno più lavoro solo perché impegnati nel mondo delle cooperative sociali e non possiamo permettere che si faccia confusione gratuita tra chi ha agito illegalmente e chi invece lavora da sempre in maniera onesta.” "L’eventuale risarcimento che verrà riconosciuto al Forum Terzo Settore del Lazio sarà destinato in parti uguali alla Associazione Stewardship per "la gestione etica delle risorse altrui e all’Associazione Amici del Forum terzo settore del Lazio onlus per attività di promozione e formazione del terzo settore. Il Forum chiarirà la prprioa scelta nella conferenza stampa, già programmata, “Futuro è sociale”  domani venerdì 6 novembre presso l’associazione Binario 95, via Marsala 95 a Roma.

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